Una partita di calcio ha suggellato l’istituzione dei tavoli per la sicurezza (foto Giulio Lapone)
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LA PRESENTAZIONE

I tavoli per la sicurezza nei quartieri: comitati e parrocchie in prima linea

Uno per ogni Circoscrizione: si parte con una mappatura di tutte le telecamere

«Giochiamoci la partita». Così il prefetto Claudio Palomba tira il calcio di inizio nel match contro l’insicurezza in città. Partono ufficialmente gli otto tavoli di osservazione previsti dall’accordo per la sicurezza integrata. Uno per ogni Circoscrizione e finalizzati a migliorare la qualità della vita nei quartieri della città, i tavoli avranno un unico denominatore comune: la partecipazione.

Ieri la firma della sperimentazione nel cuore di Vanchiglia, alla scuola elementare Leone Fontana. « L’obiettivo è ridare fiducia ai torinesi – attacca Palomba, che in poco più di un mese ha portato il progetto dalla carta alla realtà -. Più che il numero dei reati, per noi è importante la percezione che le persone hanno della sicurezza». I tavoli di osservazione partiranno immediatamente e saranno l’esatta riproduzione a livello locale del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Coordinati da un dirigente prefettizio e presieduti da un ufficiale dei carabinieri, uno della Guardia di Finanza e da dirigenti della polizia di Stato e municipale, gli incontri si terranno nelle sedi delle Circoscrizioni e prevedono un grande coinvolgimento degli organi decentrati. «A volte basta ascoltare le persone – aggiunge il prefetto -. Già questo è un segnale di ascolto importante. C’è una grande assunzione di responsabilità da parte di ognuno di noi. Le forze dell’ordine fanno un lavoro enorme, ma la sicurezza non può essere delegata solo a loro. Questi tavoli dovranno aprirsi ai comitati, alle associazioni sportive, alle parrocchie e a chiunque abbia interesse a mettersi in gioco per il proprio quartiere».

Se forze dell’ordine e Circoscrizione saranno la costante della sperimentazione, la variabile (e valore aggiunto) del progetto è data dagli enti che di volta in volta verranno invitati a prendere parte ai lavori. «La repressione è l’ultimo passaggio della sicurezza – spiega la sindaca Chiara Appendino, intervenuta all’avvio dei tavoli di osservazione -. Nella Circoscrizioni ci sono tanti soggetti che quotidianamente fanno questo lavoro di osservazione e prevenzione. Noi vogliamo metterli insieme per costruire un senso di comunità».

Hanno preso parte al calcio di inizio del progetto anche l’assessore Regionale alla Sicurezza Fabrizio Ricca, l’arcivescovo Cesare Nosiglia, e la coordinatrice dei presidenti di Circoscrizione Carlotta Salerno. L’attività del primo tavolo partirà la prossima settimana in Vanchiglia e, a catena, seguiranno tutti gli altri quartieri. «Ho dato mandato di iniziare con una mappatura sia privata che pubblica dei sistemi di video sorveglianza della zona – racconta Palomba -. Dopodiché sarà necessario monitorare la situazione dei vari esercizi commerciali. Poi, con l’ausilio delle associazioni, vedremo se e come far partire nuove progettualità».

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