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Economia
L’ANALISI

Tavares rilancia Fiat: «Due novità nel 2023». E così Mirafiori spera

Il primo, forse la nuova Uno, sarà prodotto in Polonia. A Torino si punta sulle linee della 500e e di Maserati

Due nuovi modelli a marchio Fiat. Basta questo, nella lunga esposizione di Carlos Tavares sui risultati record del primo semestre, per riaccendere improvvisamente le speranze su Torino: l’amministratore delegato ha delineato risultati e aggiustamenti strategici nel corso di una call con gli analisti: un utile netto di 8 miliardi di euro, in crescita del 34% rispetto allo stesso periodo del 2021, ricavi netti pari a 88 miliardi di euro, in crescita del 17% «grazie ai forti prezzi netti, al mix di veicoli e agli effetti positivi dei cambi di conversione»; l’utile operativo rettificato è pari a 12,4 miliardi di euro, il flusso di cassa industriale netto è pari a 5,3 miliardi di euro e la liquidità industriale disponibile è pari a a 59,7 miliardi di euro.

Ringraziati, come sua abitudine, i dipendenti e i manager per i risultati, Tavares ha iniziato a tratteggiare i piani e ha parlato chiaramente, oltre al primo suv Jeep «100% elettrico» già annunciato, di due nuovi modelli, entro il 2023, per «il brand Fiat».

IN POLONIA
Un modello Fiat era già inserito nel piano di uscite con la sigla “TBA” ossia “to be announced”, da annunciare. E trattandosi del quarantennale della Fiat Uno, è più che lecito immaginare una riproposizione – chiaramente elettrica – della fortunata utilitaria. Questo modello però è già destinato alla produzione in Polonia.

C’è il secondo, che potrebbe anche essere una nuova Panda o un modello completamente nuovo basato su una delle piattaforme utilizzate a Mirafiori. Anche se lo stabilimento torinese, al momento, resta il cuore della produzione della 500e, destinata secondo Tavares all’America: «la porteremo negli Stati Uniti perché è un mercato dove si può vendere bene e guadagnarci». La prima 500, d’altra parte, era diventata molto trendy per il mercato americano, tanto che l’allora ad Marchionne pensava di venderla con 500 trasformato in marchio. Poi, altri modelli sono diventati ecofriendly è tanto è bastato per scalzare la piccola Fiat dai gusti dei Vip. La nuova elettrica, però, che non a caso ha il marchio 500 sul muso, potrebbe rappresentare il nuovo ariete.

A MIRAFIORI
Perché è tanto importante questa riflessione? Perché nel bilancio record di questi sei mesi si parla di vendite dei veicoli elettrici aumentate del 50%, un fatto che posiziona Stellantis, con oltre 136mila veicoli venduti, al secondo posto a livello mondiale nel settore. E il piano per Mirafiori era per l’appunto elettrico: produzione della 500e, ma anche inserimento in quella che Tavares ha definito «economia circolare», con recupero batterie e materiali. E nuove assunzioni, sperano tutti. Anche se, per via della riqualificazione professionale, l’organico certamente sarà ancora snellito.

Elettrico a Mirafiori significa non solo Fiat, ma anche Maserati, poiché il piano prevede la dismissione graduale dello stabilimento di Grugliasco, con trasferimento di piattaforme, linee e produzione.

E la redditività di Maserati, brand luxury che potrebbe soffrire la concorrenza “in famiglia” di DS, è destinata invece a crescere in doppia cifra entro la fine dell’anno, grazie al lancio del nuovo Grecale.

RIPARTE LANCIA
E, dopo aver sottolineato che anche Alfa Romeo «è tornata a essere redditizia» grazie al Tonale e allo Stelvio, Tavares ha spiegato che è «stato avviato il piano di rilancio di Lancia», che sarà il primo dei brand a diventare full electric e non conterà più soltanto sulla Y, ma potrà riavere – non prima del 2028 – la gloriosa Delta e una berlina di fascia medio alta basata sulla stessa piattaforma della DS8, in produzione però a Melfi.

FUTURO ELETTRICO
Insomma, secondo Tavares la «strategia sull’elettrificazione sta dando solidi risultati» tanto che il Gruppo è «in anticipo sui tempi» per quanto riguarda le sinergie: l’obiettivo è di portare Jeep a essere il primo marchio al mondo di Suv elettrici e di penetrare nel mercato asiatico. «Insieme alla resilienza, all’agilità e alla mentalità imprenditoriale delle nostre persone e grazie anche ai nostri partner innovativi – osserva Tavares – stiamo trasformando Stellantis in un’azienda tecnologica di mobilità sostenibile e pronta per il futuro».

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