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Cronaca
AVIGLIANA

«Tav, un progetto superato: la Francia ha cambiato idea»

Gli amministratori della Val di Susa: «La guerra ha cambiato gli scenari»

La Val Susa chiede un tavolo di lavoro tecnico con il Governo per rivedere il progetto della Torino-Lione, considerato ormai datato, anche in seguito agli ultimi eventi di crisi mondiale. È quanto emerso dall’ultimo incontro tra Unione Montana Valle Susa e i Comuni di Rivalta di Torino e di AviglianaPer gli enti locali «lo scenario è completamente cambiato» e sperano che gli organi superiori ne prendano atto, a partire dalla riunione dell’Osservatorio Torino-Lione che si terrà oggi. Il Covid-19 e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia avrebbero già prodotto conseguenze importanti sui flussi di traffico merci e passeggeri. Per questo sostengono che il quadro programmatico in cui era stato concepito il progetto Tav Torino-Lione sia «oggi datato e non più idoneo a costituire la base di un progetto infrastrutturale di tale portata». Da qui la decisione di scrivere al Governo: «Ci aspettiamo dal ministero della Mobilità e delle Infrastrutture un’assunzione di responsabilità nel prendere finalmente atto che la situazione è mutata, con l’attivazione quanto prima di un confronto tecnico con il territorio» spiega il presidente dell’Unione Montana Valle Susa, Pacifico BanchieriQuello che servirebbe è una profonda revisione dei progetti che, come indicano il sindaco di Avigliana Andrea Archinà e l’assessore di Rivalta Ivana Garrone, «deve valutare in particolare la reale necessità della nuova tratta tra Avigliana e Orbassano, che mette a rischio la Collina Morenica e l’area agricola di Rivalta». Dal lato francese, intanto, hanno già annunciato l’intenzione di non costruire nuove linee ferroviarie: «La linea esistente Dijon-Modane ammodernata sarà la via di accesso alla galleria di base quando vi sarà la messa in servizio» si legge nella decisione ministeriale del Governo francese dell’8 aprile 2019. Così «la realizzazione del tunnel di base della Torino-Lione e gli interventi sulla tratta nazionale italiana non produrranno alcun risultato utile in termini di incremento dei trasporti merci, rimarrà sostanzialmente uguale a quella attuale» commentano dall’Unione Montana. A questo si aggiunge il possibile mancato contributo dell’Unione Europea la quale da oltre un anno e mezzo sta aspettando che Italia e Francia fissino i termini di realizzazione e finanziamento complessivo dell’opera. «Un passaggio al momento impraticabile, dal momento che la Francia non ha assunto alcuna decisione in merito alla sua parte».

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