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IL FATTO

Tav, sbloccati 32 milioni di euro. «Ora si nomini il commissario»

E i No Tav tornano a marciare da Bussoleno a San Didero sabato 12 giugno

«Inostri sforzi trovano finalmente una prima importante soddisfazione nello sblocco dei 32 milioni di euro destinati alle opere di accompagnamento della Torino-Lione». Commentano così il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Gabusi la firma dell’accordo di programma tra il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Fs e Telt per il finanziamento, la progettazione e la realizzazione della sezione transfrontaliera della parte comune della nuova linea ferroviaria Torino – Lione. A breve seguirà la firma della Convenzione per la realizzazione delle opere di accompagnamento di “priorità seconda”, 24 interventi nei Comuni lungo il tracciato italiano della tratta transfrontaliera della Tav per un valore complessivo di oltre 32 milioni di euro. «Certamente una buona notizia, seppur tardiva – sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Gabusi -, che però va coronata con la nomina del Commissario che chiediamo da mesi. Abbiamo ereditato una sostanziale situazione di blocco dell’iter per le opere di accompagnamento da febbraio 2019 e fin dal primo giorno del suo insediamento questa amministrazione non ha perso nemmeno un minuto per riavviare le procedure ed eliminare gli ostacoli per arrivare allo sblocco di queste importanti risorse. Ora gli Enti locali, le Associazioni di categoria e tutti i soggetti attuatori potranno finalmente progettare i loro studi di fattibilità e dare una prospettiva nuova al futuro di questi territori». La figura del commissario è fondamentale per «assicurare la migliore realizzazione possibile dell’opera, come ha dimostrato l’esperienza del Terzo Valico» sottolineano Cirio e Gabusi. «Speriamo che lo sblocco dei finanziamenti sia di buon auspicio per la nomina» .

Intanto, il 12 giugno è in programma una nuova marcia No Tav che andrà da Bussoleno a San Didero. «Torneremo a marciare per le strade e i paesi della Val di Susa per ribadire la nostra contrarietà a questa grande opera inutile che inquina e devasta la nostra valle, mettendo in pericolo la natura e la fauna del territorio e minacciando enormemente la salute della popolazione della Val Susa», si legge in una nota del movimento che si oppone alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità.

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