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La richiesta del presidente De Santis: “Si paghi solo lo smaltimento dei quantitativi di immondizia prodotti”

Tari, a Torino i rincari più alti d’Italia: 34,1%

Lo studio della Confartigianato cittadina pone l’attenzione sui vertiginosi aumenti della tassa sui rifiuti

La Confartigianato cittadina lancia l’allarme: a Torino si registra l’aumento più consistente in Italia della Tari, la tassa sui rifiuti, con un rincaro pari al 34,1%. In pratica quest’anno si è passati da una tariffa media di 245,1 euro a una nuova, maggiorata, di 328,55 euro.

L’INDAGINE

L’indagine interna della confederazione degli artigiani tra i suoi associati è piuttosto indicativa. “I risultati del nostro sondaggio evidenziano come la richiesta che più sta a cuore agli artigiani sia la rimodulazione della tassa rifiuti su quanto viene effettivamente prodotto”, spiega il presidente cittadino Dino De Santis.

LE RICHIESTE

“Questa tassa incide notevolmente sulle voci di spesa e a perderci sono soprattutto i piccoli negozi e le botteghe degli artigiani. Pesa poi il dilemma dei magazzini delle imprese che smaltiscono in proprio i loro rifiuti speciali, pagando un servizio aggiuntivo. Nella Tari entrano solo i rifiuti che i Comuni assimilano a quelli urbani. Ma non vengono specificati i parametri che qualificano i rifiuti speciali da quelli urbani”.

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