La decisione

Il Tar Piemonte dà ragione a Cirio: “Misurazione della temperatura a scuola”

Respinta la richiesta del governo di sospensiva d'urgenza della delibera: prossimo round il 14 ottobre. Il numero uno della Regione: "Piemonte sia un esempio"

Il governatore Alberto Cirio misura la febbre alla figlia (foto Facebook)

Alberto Cirio e la Regione Piemonte si aggiudicano il primo round nel braccio di ferro col governo: il Tar piemontese, infatti, ha respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza della delibera sulla scuola, presentata dai ministri Speranza e Azzolina.

La febbre a Torino e in tutto il territorio regionale, insomma, si continuerà a misurarla nelle scuole, almeno fino al prossimo 14 ottobre quando la causa sarà discussa in camera di consiglio, davanti al collegio di giudici.

Sino a quel giorno il testo integrale della delibera continuerà a essere in vigore, compresa la parte – al centro delle discussioni col governo – in cui prescrive il controllo da parte delle scuole del rispetto dell’obbligo di autocertificazione della temperatura a casa, scuole che in assenza dell’attestato dei genitori dovranno provvedere direttamente.

“Sono felice, prima di tutto perché la scelta del Piemonte punta a garantire più sicurezza per i propri cittadini, introducendo un livello di controllo in più per tutelare la salute di bambini e ragazzi, del personale scolastico e dei nonni, che rappresentano non solo uno degli affetti più cari, ma anche un aiuto quotidiano prezioso per ogni famiglia italiana e che sono purtroppo tra i soggetti più vulnerabili di fronte alla pandemia” ha commentato il governatore Cirio.

“Dispiace che la scelta del Governo sia stata quella di entrare in netto contrasto con il Piemonte, invece che considerarlo un esempio” conclude.

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