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Il Tar dice no al panino da casa: respinto il ricorso dei genitori

Vittoria della preside della Tommaseo. Ma le famiglie si rivolgono al Consiglio di Stato

Il “popolo del panino da casa” perde terreno. Il Tar ha respinto il ricorso dei genitori della scuola Tommaseo, che ora passano al contrattacco e si rivolgono al Consiglio di Stato. Il Tribunale di Torino ha detto “no” alla sospensiva richiesta dalle famiglie in seguito alla sentenza della Cassazione, che negava il diritto al pasto domestico e lasciava spazio alle scelte dei singoli dirigenti scolastici. Ne è entusiasta la presidente dell’istituto, Lorenza Patriarca: «La sentenza del Tar mi dà ragione e dice, implicitamente, che ho agito correttamente».

Appare soddisfatta anche l’assessore all’Istruzione Antonietta Di Martino. «Le motivazioni indicate dall’ordinanza confermano la bontà del documento condiviso dalla Città con le autonomie scolastiche – spiega -, ovvero che il diniego al pasto domestico non può essere generalizzato, ma l’accettazione delle istanze dei genitori è demandata alle singole istituzioni scolastiche». Come a dire che a decidere sono i presidi e se i genitori non sono d’accordo, ci penserà il Tar.

Nonostante la battuta d’arresto, le famiglie della Tommaseo non intendono arrendersi e si presenteranno di fronte al Consiglio di Stato, che nella giornata di ieri ha annullato una sentenza simile del Tar di Milano. «Le nostre ragioni sono molto serie – attaccano i genitori – non meramente economiche, ma dettate dalla pessima qualità dei cibi delle mense scolastiche e dal rigetto del principio di ristorazione industriale».

Il “no” del Tar e la netta presa di posizione della preside Patriarca non scoraggiano i genitori, che continuano a mandare i figli a scuola con il pranzo preparato a casa. «È spiacevole soprattutto sotto il punto di vista educativo – sottolinea la Patriarca -. Le maestre interrompono un po’ prima la lezione e, mentre i bambini che vanno in mensa si lavano le mani, gli altri mangiano in classe. Non è una situazione sostenibile sul lungo periodo». Sembrerebbe inoltre che il taglio di alcuni minuti di lezione inizi a indispettire i genitori che mandano regolarmente i figli a mensa. «Interrompere prima è l’unica soluzione possibile per non lasciare soli i bambini che hanno il panino e per evitare che debbano mangiare in due minuti».

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