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UN GRANDE DON WINSLOW

Tanto jazz, giochi di spie, i beat e l’eroina: poi l’amante del senatore muore in hotel

New York nel 1958, i Kennedy, un mistero
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Il senatore Joe Keneally è giovane e bello, è un eroe di guerra e vuole essere il primo presidente cattolico degli Stati Uniti, lui discendente di una stirpe di bucanieri irlandesi. Sua moglie Madeleine è «la principessa», di aristocratica antica ricchezza americana. Sono la coppia più glamour del momento e fanno sognare gli Usa. Il vero problema, nelle ambizioni senatoriali, però, è che come ricorda il fratello il caro Joe ha problemi a tenere “Joe junior” dentro i pantaloni…

Vi ricorda qualcosa tutto questo? Certo, non è che Don Winslow abbia mascherato più di tanto l’epopea dei Kennedy dietro nomi alterati… Siamo nel 1958, in “Ultima notte a Manhattan” (Einaudi, 18,50 euro), e New York non è mai stata così bella, così splendente, tra l’albero di Natale del Rockfeller Center, i nightclub, i privée e i tanti luoghi dove si suona il jazz. Nelle notti la limousine bianca della Contessa attraversa la città raccattando artisti, beatnik o jazzisti con troppa eroina in corpo per portarli nel suo attico e rimetterli in piedi. Anche Charlie Parker ci è passato, e ci è rimasto perché il medico «non si sarebbe mosso per un negro». Nel cuore della città meno americana del mondo, eppure simbolo dell’America, Walter Whiters non vorrebbe essere da nessuna parte: ha da poco lasciato la Cia, per la quale operava in Europa, a Stoccolma, come reclutatore-ricattatore, il «Grande Pappone» che portava dalla sua parte transfughi, informatori a suon di compagnie femminili. Adesso lavora per una agenzia di investigazioni private, frequenta il Village e tutta la varia umanità, ha una relazione con la cantante Anna, conosciuta proprio in Europa, gioca a tennis e mantiene un autocontrollo invidiabile in una vita che è ancora e sempre doppia.

Capita però una volta che il capo lo spedisce, in smoking e savoir faire, a fare da guardia del corpo all’Hotel Plaza, nientemeno che alla signora Keneally, al ricevimento di Natale. Occasione in cui riesce anche a rispedire al mittente un ubriaco scrittore beat sulla cresta dell’onda e che ha con un Madeleine dei trascorsi da non citare. Così come è meglio non citare che il senatore passa le sue notti con Marta, sensuale attrice scandinava, della quale Walter deve spacciarsi per accompagnatore e rendere così un servizio al senatore. Ma che succede quando Marta viene trovata morta?

Walter, da pedinatore e uomo del mistero, si trova a essere preda e cacciatore al tempo stesso, tra mastini dell’Fbi, poliziotti e qualcuno della sua stessa ex agenzia. Scoprendo i segreti anche di chi più gli stava vicino e dovendo scegliere quale partita giocare con la futura coppia regnante d’America.

Un thriller intenso per le strade della metropoli, tra musica, furori beat, omosessualità, partite di football (magnifica la descrizione di Colts contro Giants) come allegoria di guerra. Don Winslow in grande forma, signori.

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