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IL FATTO L’ordine di questura e prefettura: non usare la forza

Svuotati i sotterranei ma cinque profughi montano le barricate

Operazione anticipata per paura di altri incendi. Gli operai non hanno potuto chiudere gli ingressi

La soluzione al problema dell’ex Moi è ancora molto lontana ma ieri mattina un piccolo passo in avanti è stato fatto. Erano le 7 quando di fronte alle palazzine occupate da un migliaio di extracomunitari si sono materializzati i mezzi di 118, vigili del fuoco, protezione civile insieme agli agenti della Digos e agli uomini del Comune e della Compagnia di San Paolo, vera regista dell’operazione che ha svuotato le cantine della palazzina arancione.

Non del tutto però, visto che in quel dedalo di cunicoli ci sono ancora cinque persone che si ostinano a non voler uscire anche perché l’ordine tassativo di prefettura e questura era di convincere tutti a farlo senza l’uso della forza. L’intenzione degli enti coinvolti era infatti quella di arrivare a una soluzione pacifica.

Nessuno sgombero forzato, più che altro un accompagnamento verso le nuove destinazioni. Ma che le cose non sarebbero andate come sperato è stato chiaro verso le 10, quando sul posto si sono presentati gli operai per montare cancelli e inferriate che avrebbero dovuto sbarrare l’accesso ai sotterranei e impedire nuove occupazioni.

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