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IL CASO

Svuotate le coop per i migranti. Via anche le vittime della tratta

Numerosi gli episodi in provincia, ora tocca a Pinerolo e a Villar Perosa

Migranti spostati da un giorno all’altro, nel centro Fenoglio di Settimo Torinese o, se va bene, in un nuovo progetto di accoglienza. È quello che sta succedendo da qualche giorno a questa parte nella provincia di Torino. Ci sono diversi casi come Nichelino, Coazze e Bruino e altri arriveranno nel giro di poco tempo. Per esempio a Pinerolo e Villar Perosa, dove il prefetto ha disposto il trasferimento pochi giorni fa ed è questione di giorni, se non di ore.

Quest’ultima vicenda è particolarmente complicata, ma anche esemplare di quanto sta succedendo. Finita l’emergenza, la prefettura sta riorganizzando i progetti di accoglienza, assegnando i migranti a chi ha vinto i bandi prefettizi. Nel frattempo però la legge voluta dal ministro Salvini ha tagliato i contributi versati per persona: prima erano 35 euro giornalieri, ora sono 21. Molte cooperative sono in difficoltà a far fronte alla nuova situazione e perciò il prefetto interpella i Comuni: o prendono loro in carico i migranti e si occupano di trovare un gestore con un nuovo bando, oppure saranno trasferiti di punto in bianco, magari a Settimo Torinese, come è già successo.

Una situazione che riguarda spesso persone che sono in Italia anche da più di due anni e vivono in un limbo, in attesa che le Commissioni territoriali riconoscano o meno il diritto allo status di rifugiato e quindi alla permanenza in Italia.

Nel caso di Pinerolo e Villar Perosa la questione è ancora più delicata, perché in questi anni ci sono state diverse tensioni tra le donne vittima di tratta e gli operatori e i volontari che le seguivano. A fine gennaio, per esempio, sono intervenuti Comune e Prefettura, che ha poi disposto il trasferimento, perché la cooperativa La Dua Valadda non riusciva più a gestirle, men che meno con il taglio del contributo. Dopo giorni estenuanti i due sindaci, Luca Salvai (Pinerolo) e Marco Ventre (Villar Perosa), hanno deciso di respingere la proposta della prefettura e non farsi carico di cercare un nuovo gestore: «Io ho scritto alla prefettura che quella responsabilità, a 21 euro, non me la prendo» ha comunicato Salvai nel consiglio comunale di mercoledì sera: «Nel nostro caso si tratta di donne che vanno vigilate costantemente, perché, quando scende il buio, vanno a prostituirsi, se non c’è nessuno che le controlla. Come possiamo trovare qualcuno che lo faccia per 21 euro a persona?».

Pinerolo e Villar Perosa sono riusciti però a scongiurare l’ipotesi peggiore, ovvero il ritorno a Settimo Torinese: le donne e i loro bimbi, in totale una cinquantina di persone, saranno ospitate in altri progetti di accoglienza nel territorio provinciale.

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