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LE STORIE/ Presidio per chiedere di sbloccare le grandi opere

I superstiti dell’edilizia: 2.400 imprese fallite, 5mila muratori a casa

Con 400 euro al mese anche riscaldarsi è un lusso. E c’è chi sopravvive con l’aiuto dei genitori malati

Tredicimila imprese edili perse in Piemonte solo negli ultimi 10 anni, con il 44% di posti di lavoro in meno. La città più colpita da questa crisi di settore senza fine è proprio Torino, dove dal 2008 a oggi hanno chiuso i battenti 2.400 imprese – oltre il 50% del totale – lasciando senza lavoro circa 5mila persone.

Sono i numeri impietosi, registrati dalla Cassa Edile e dall’Ance, che ieri hanno fatto scendere in piazza i lavoratori delle costruzioni in presidio davanti alla Prefettura di piazza Castello.

Sostenuti dalle sigle sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, i lavoratori chiedono uno sblocco immediato dei cantieri fermi: dalla linea 2 della metropolitana alla Città della Salute, dalla Torino-Lione all’Asti-Cuneo. Oltre alla messa in sicurezza del patrimonio pubblico (in particolare le scuole), delle infrastrutture (strade, ponti e viadotti) e dei territori soggetti a dissesto idrogeologico.

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