C’ERA UNA VOLTA IL TORO

Da Superga a Meroni, le favole granata di Manlio Collino

Dodici storie con delicate illustrazioni e il ricavato in beneficenza

Mi è capitato di raccontarlo spesso, quando presentavo un mio romanzo sul mondo del calcio: quando ero bambino, mio nonno che non conosceva le fiabe era solito raccontarmi le storie del pallone e di solito si trattava del Toro. Anzi, del Grande Torino. E mi ha portato anche a Superga, mi ha fatto entrare la prima volta allo stadio e mi ha accompagnato spesso. Quindi come potrei non parlare di questo libro, “C’era una volta il Toro”? (Emmebie Editrice, 15 euro) che il nostro Manlio Collino ha scritto con il figlio Enrico, dodici favole sulla storia della squadra granata, scritte per genitori e nonni e per i piccoli futuri tifosi.

«In realtà l’idea è stata di Enrico» scherza Manlio, il quale non si fa certo pregare quando si tratta di parlare o scrivere del Toro. Dodici storie con le illustrazioni di Maria Anabel Rauber che partono con “Una bimba a Superga”, con queste parole delicate come una lirica: «Vestiti Maria Claudia, che usciamo, io e te e ti porto a vedere dove dormono i re». Il trenino che sale, la storia di un aereo caduto e di un destino crudele, di un Fato che ha preteso il tributo di chi era troppo forte e giovane. Erano gli Invincibili. Ora sono in trasferta. Lo sa bene anche lui, Oreste, il trombettiere del Filadelfia, il tempio granata che è rinato come casa per le giovanili del Toro. Alle volte mi chiedo se a mio nonno sarebbe piaciuto.

Il biondo Giorgio Ferrini, il fragile e meraviglioso Gigi Meroni, un po’ Beatle un po’ Luigi Tenco, anche lui condannato da quel Fato che non perdona alcunché ai migliori. La sedia alzata al cielo di Emiliano Mondonico, le maledizioni e la sfortuna, il tremendismo e la capacità di vincere i derby, fino a Maspero e alle “talpe”.

Chi può dire dove e come nascono le favole? C’è del vero, sempre e comunque in ogni storia. Che sia cronaca o fiaba dipende dal linguaggio, dalle parole, dal tono di voce che si deve abbassare per cullare e invitare a sognare. E, cosa non da poco, con questo libro si aiuteranno i piccoli e le loro famiglie, perché i ricavati andranno alla Ugi onlus, l’Unione genitori italiani contro il tumore dei bambini.

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