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COPPA DEL MONDO

Super Marta vince e Sestriere fa festa: «Ho la pelle d’oca»

C’è sempre una prima volta e Marta Bassino ha scelto quella più spettacolare, commovente, coinvolgente. Perché la campionessa cuneese aveva già vinto cinque gare in Coppa del Mondo sempre in gigante, portato a casa la coppa di specialità due anni fa, conquistato anche l’oro nel parallelo ai Mondiali di Cortina 2021. Ma non era mai salita sul gradino più alto del podio in una gara italiana e farlo al Sestriere per lei, per tutti, ha un sapore speciale. Ci credeva fin dalla vigilia perché le gare in Nord America, non solo il gigante di Killington chiuso al secondo posto, le avevano detto che questa era finalmente una stagione diversa dalla precedente, che aveva ritrovato quel feeling con la neve, i suoi attrezzi, la sua sciata buoni per fare il vuoto.

Così è successo sulla Kandahar dedicata a Giovanni Alberto Agnelli che è stata olimpica e che esalta il coraggio degli italiani. La conosce metro per metri, ché qui sciava da piccola rappresentando il suo sci club, anche se per lei le nevi di casa sono Limone e Prato Nevoso. Le è servito per battere la furia cieca di Sara Hector, una che ha quattro ruote motrici al posto delle cosce. Eppure anche la svedese nonostante una seconda manche da urlo si è dovuta inchinare alla potente leggerezza di Marta. Undici centesimi che hanno fatto la differenza a suo favore, quando basta per liberare l’urlo. «In effetti è un periodo che sto sciando davvero bene. Ora ho anche il pettorale rosso (180 punti in due gare, ndr): quando in mattinata l’ho visto addosso a Lara Gut ho pensato che sarebbe potuto diventare mio», ha confessato a mente fredda. Eppure non è stato facile: «Durante la gara mi sentivo come in un rodeo, ma alla fine l’atteggiamento fa la differenza. Quando ho tagliato il traguardo ho sentito il pubblico ed è stato bellissimo, da pelle d’oca. Ora penso che farò tutte le discipline ma non lo slalom».

In effetti il pubblico lo ha sentito lei, ma anche il resto del mondo collegato con il Sestiere. Erano quasi in quindicimila tra il parterre e il bordo pista. Non le folle oceaniche che richiamavano Tomba e Compagnone, ma decisamente un bel biglietto da visita per cominciare la stagione. A completare il podio, la slovacca Petra Vlhova, che qui aveva vinto il gigante di Coppa nel gennaio 2020. Quella volta aveva chiuso a pari merito con finita Federica Brignone. Ora la valdostana è arrivata quarta a 26 centesimi dal podio con il secondo tempo parziale nella seconda manche che l’ha rinfrancata. E la grande gara delle italiane è completata dall’undicesimo posto della giovane vicentina Asja Zenere. Non qualificata per la seconda manche invece la valsusina Lara Colturi, che per ora scia con la tuta dell’Albania. Ma tornerà in pista oggi per lo slalom (10.30 e 13.30) insieme alle torinesi Anita Gulli e Lucrezia Lorenzi.

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