Cronaca
In taxi fino a Genova prima di sparire. Il conducente: “Un cliente educato, fossero tutti così”

Sulle tracce di Johnny Lo Zingaro. L’ergastolano in fuga aveva una fidanzata a Fossano

Mastini avrebbe una relazione con una donna dell’Est. Un’informazione che potrebbe essere utile alle forze dell’ordine che da venerdì gli danno la caccia

Giuseppe Mastini, conosciuto come “Johnny Lo Zingaro“, l’ergastolano in semilibertà evaso, venerdì scorso, dal carcere di Fossano, avrebbe una relazione con una donna dell’Europa dell’est residente proprio a Fossano. E’ l’indiscrezione che circola da ore nella piccola località del Cuneese, dove il 57enne pluriomicida era recluso. Un’informazione che potrebbe essere utile alle forze dell’ordine, che da due giorni, ormai, sono sulle tracce del detenuto.

IL LEGALE: “SPERO CHE RIENTRI E SPIEGHI”
“Spero rientri e spieghi perché si è allontanato”, è l’appello del suo legale, l’avvocato torinese Enrico Ugolini, che ne ricorda la “condotta carceraria encomiabile”. “Stava compiendo un percorso di recupero condiviso, perché voleva cambiare vita – ha osservato il difensore -. Ed era dispiaciuto per il suo passato criminale, ma anche convinto di avere pagato a sufficienza per i reati commessi”.

LE TRACCE DEL BIONDINO SI PERDONO A GENOVA
Le tracce del “Biondino” – l’altro nome che gli è stato affibbiato – si perdono davanti alla stazione di Genova Brignole, dove Mastini si è fatto accompagnare da un taxi anziché presentarsi al lavoro alla scuola della polizia penitenziaria di Cairo Montenotte (Savona). Un viaggio bello lungo, di almeno 140 chilometri. Costato circa 400 euro. Soldi che l’evaso ha pagato in contanti, senza battere ciglio. Le telecamere della videosorveglianza lo immortalano mentre cammina, una camicia a quadri e un paio di pantaloni scuri addosso, prima di sparire dall’inquadratura.

IL TASSISTA: “NON SEMBRAVA UN DELINQUENTE”
“Non sembrava un delinquente, anzi era un signore molto educato, dai modi gentili. Averne di clienti così…” ha detto il conducente del taxi, un 48enne, al suo titolare Claudio, che gestisce la Taxi Service di Fossano. “Mai e poi mai avrei immaginato di trasportare un detenuto” ha proseguito il tassista. Anzi, ha aggiunto “era un signore distinto, dai modi garbati. Mi ha chiesto se ero disponibile ad andare fino a Genova: gli ho detto di sì e ci siamo accordati sul prezzo. Non è una cosa insolita”. “Abbiamo parlato di tutto – ha aggiunto il 48enne – anche di macchine. Gli piaceva molto la Mercedes su cui viaggiavamo”. “Abbiamo parlato del più e del meno. Forse ho trovato strano che per tutto il tempo, in un’ora e mezza, lui non facesse chiamate. A parte questo però è stata davvero una persona squisita” ha concluso il conducente.

FORSE HA PRESO UN TRENO PER ROMA
Per la polizia penitenziaria di Fossano, agli ordini del comandante Eraclio Stefano Seda, che coordina le ricerche in collaborazione con le forze dell’ordine, il fuggitivo potrebbe avere preso un treno per Roma, la città dove la sua famiglia, giostrai sinti, si era trasferita da Bergamo. O, forse, per la più vicina Francia, dove potrebbe esserci stato qualcuno ad aspettarlo.

L’APPELLO DELL’OSAPP
Nessuna pista viene al momento esclusa per tornare ad assicurare alla giustizia l’ergastolano, uomo disposto a tutto e fuori da qualsiasi regola, come lo ricordano gli investigatori che hanno avuto a che fare con lui. “Certi fatti dimostrano il degrado cui sono giunte le istituzioni penitenziarie”, sottolinea Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, che torna a chiedere l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per far luce su un sistema, quello delle carceri, “che ormai – dice – fa acqua da tutte le parti”.

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