VILLASTELLONE

Sulla provinciale 32 vittime ma in 14 anni niente rotonda

Il Comune era pronto a pagare di tasca propria ma non è bastato

La rotonda era pronta e finanziata a marzo 2006. Ma è ancora sulla carta oggi, a distanza di 14 anni. E quell’incrocio continua a produrre incidenti in serie. Siamo sulla ex statale 393, oggi provinciale che va da Carmagnola a Moncalieri. Sul territorio di Villastellone incontra via Como e la strada che porta a Borgo Cornalese: lì solo, un paio di settimane fa, un 67enne è uscito di strada col suo pick up ed è finito in ospedale.

L’episodio ha riacceso le polemiche sulle condizioni della provinciale, da anni ribattezzata “strada della morte”. Si parla di 32 vittime accertate, fra cui Desirè Langella, 13 anni, investita da un’auto in fase di sorpasso la sera del 31 luglio 2009. Il 9 dicembre 2010 è toccato a Carlo Nari, 19enne falciato mentre attraversava la strada in bicicletta. E il 15 marzo 2013 è morto il 25enne Dario Greco: la sua Fiat Idea si è scontrata frontalmente con un Ford Transit sul rettilineo fra l’incrocio per Borgo Cornalese e la rotonda di strada Carignano.

Quegli incidenti si sarebbero evitati se si fosse realizzata la rotonda annunciata nel 2006? C’era anche la cifra: 340mila euro sui 5 milioni stanziati da Provincia e Regione per mettere in sicurezza la “strada della morte”. Gli altri cantieri sono partiti, sono nate nuove rotonde agli altri ingressi di Villastellone. Ma non all’incrocio verso Borgo Cornalese, che è sempre rimasto fuori da ogni progetto.

Si sperava nei ribassi d’asta degli altri lavori ma quei soldi non sono mai arrivati. Uno spiraglio è arrivato poi dal Patto di stabilità, che poteva essere sbloccato “ad hoc” per quest’opera. Ma anche quell’ipotesi è saltata.

Il Comune aveva anche provato a rivolgersi alla Compagnia di San Paolo. Ma neanche la fondazione ha accettato di contribuire a costruire la rotatoria: «Ci eravamo pure dati disponibili a pagare noi l’opera – ricorda Francesco Principi, sindaco di Villastellone – Gli enti superiori non ci hanno mai autorizzati. Eppure quella rotonda era urgente, doveva essere la prima a essere realizzata».

Così l’incrocio pericoloso è rimasto tale: «Sarà ancora peggio quando prenderà vita il nuovo quartiere residenziale a Borgo Cornalese – fa notare Principi – Sono previste 90 abitazioni, quindi possiamo stimare 270 persone che faranno avanti e indietro da quell’incrocio».

Per questo il sindaco ha ripreso in mano la pratica dopo l’ultimo incidente di luglio: «Ho scritto alla Città metropolitana, che ho già incontrato due volte per questo problema. È venuto fuori che la competenza 393 passerà all’Anas a partire dal 2021: a questo punto scriverò al nuovo gestore, sperando che si prenda finalmente l’impegno di realizzare la rotonda».

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