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Il Borghese

Sulla pelle dei bambini

Ci sono numeri che fanno accapponare la pelle, indegni di una società che si riempie la bocca di parole come accoglienza, solidarietà e addirittura amore verso chi non può difendersi. E i bambini, in particolare. Leggere, nero su bianco sulle statistiche della Regione Piemonte che 2.597 minori, dai neonati agli adolescenti, sono stati strappati ai genitori e affidati a comunità o a nuove famiglie a me pare ben più di un’emergenza. Al punto da temere che dietro, in qualche remoto ambito della crudeltà umana, si nascondano secondi fini. Certo esistono casi limite come gli abusi, i maltrattamenti e le violenze. Ma sempre consultando le statistiche scopriamo che queste atrocità rappresentano il 14% dei casi. E gli altri? Basta la definizione usata da assistenti sociali, psicologi ed educatori per capire: quasi il 40 per cento dei bambini allontanati dalle famiglie naturali viveva in ambienti scarsamente educativi o in condizioni di povertà. C’è da rabbrividire di fronte alla freddezza chirurgica con cui si può rompere il legame naturale senza porre mano alle risorse finanziarie con cui sanare la povertà del nucleo famigliare. Accade ovunque in Europa, ma noi no, noi tagliamo il cordone ombelicale con i genitori, spostiamo i bambini come pacchi, cercando prima – forse – parenti meno indigenti a cui affidarli. Una vergogna a cui la Regione vuole cercare un rimedio che, tuttavia, non sarà certo retroattivo. E dunque ci toccherà sopportarla. Serve una legge subito. Come quella che domani porteranno in giunta il presidente Cirio e l’assessore Caucino. Senza che poi in consiglio si facciano le solite battaglie politiche di retroguardia, progressiste solo in apparenza.

fossati@cronacaqui.it

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