CORSO CASALE Nel parco dormono i disperati. E il 12 giugno si inaugura il primo lotto

Sul Michelotti l’allarme amianto: al via la mappatura delle gabbie

L'annuncio dell'assessore all'ambiente: «In atto le verifiche del caso, in vista della riqualificazione di alcuni edifici, come la casa delle Giraffe»

La prima parte del parco Michelotti verrà aperto a metà giugno, ma l’area restante, dove sorgono le vecchie gabbie dell’ex zoo, continua a essere occupata dai disperati. E sembra che in qualcuna di queste strutture fatiscenti, abbandonate da 31 anni, ci sia ancora dell’amianto. Lo comunica l’assessorato all’Ambiente del Comune che ha recentemente effettuato una mappatura di tutti gli edifici presenti nell’area verde.

Non è ancora chiaro se il materiale sia presente nel vecchio Rettilario oppure in un altro fabbricato. Dal Comune fanno però sapere che «sono in atto le verifiche del caso, in vista della riqualificazione di alcuni edifici, come la casa delle Giraffe». Una decisione in controtendenza rispetto all’idea iniziale del vicesindaco Montanari che prevedeva di salvare esclusivamente il Rettilario e radere al suolo il resto. In attesa della riapertura dei primi 9mila metri quadri di parco, prevista per il 12 giugno, è stata posizionata una barriera di cemento che separa gli altri 20mila metri ancora in mano agli occupanti.

Ieri mattina infatti si potevano vedere panni stesi sulle panchine e sui fili tirati fra le casette. Le porte delle strutture che un tempo ospitavano gli animali erano tutte aperte e sull’erba spuntavano montagne di rifiuti: cartoni, coperte e bombole del gas abbandonate nel fango dai disperati. Solo qualche settimana fa era addirittura scoppiato un incendio, subito spento dai vigili del fuoco.

Il degrado in quella parte di parco si protrae da tempo e non sembra proprio avere fine, nonostante i ripetuti interventi di sgombero attuati dai vigili. E se l’accesso all’area delle gabbie ora è reso più complicato dai blocchi di cemento, è comunque possibile entrare dalla rete divelta verso la Gran Madre. I cancelli delle recinzioni interne inoltre non sono chiusi coi lucchetti e l’accesso è permesso a chiunque, anche dalla scalinata che collega l’ex zoo con la camminata lungo il Po.

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