nucleare
Politica
Fortemente contrari Sinistra Ecologista, M5s e Lista Civica

Sul futuro del nucleare la Sala Rossa si spacca. Ed è rebus sulle scorie

Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si dicono favorevoli. Il viceministro Pichetto: «La ricerca sul nucleare è il futuro»

Il dibattito intorno all’uso dell’energia nucleare è complesso e non può bastare una risposta secca per esaurirlo. La premessa è d’obbligo, ma da qualche parte bisogna pure cominciare per avviare un dibattito che sia serio e costruttivo. E così ieri pomeriggio, poco prima dell’inizio del consiglio comunale, siamo stati a Palazzo Civico, armati di una paletta di cartone che riportava la scritta “sì nucleare”, da un lato e “no nucleare” dall’altro. La stessa con cui il giorno prima abbiamo interrogato i torinesi, che sembrano orientati verso la riapertura delle centrali. Ai politici è stato chiesto che cosa ne pensassero dell’energia nucleare in senso assoluto, dell’annosa questione dello smaltimento dello scorie radioattive e anche della paure che cova la cosiddetta “generazione Chernobyl”. Le posizioni che sono emerse mostrano come il tema sia sentito e divisivo. «Da tecnico non posso accettare una semplificazione di questo tipo, bisogna approfondire» il commento rubato al sindaco Stefano Lo Russo, di cui accogliamo la sollecitazione.

Nel frattempo, la Sala Rossa si mostra spaccata. Nell’ala più a destra del consiglio prevalgono i sì. «Per Forza Italia la questione energetica è di fondamentale» commenta il capogruppo di Fi e presidente vicario del consiglio comunale Domenico Garcea. «Siamo convinti che la scelta del nucleare sia l’unica in grado di garantire autonomia, libertà e indipendenza al Paese» prosegue. Sulla stessa linea anche la Lega. «Diciamo sì al nucleare pulito, di ultima generazione» commenta il consigliere del Carroccio Giuseppe Catizone. «Sono favorevole al nucleare per gli stessi motivi per cui tantissimi italiani lo sono: risponde alla nostra necessità di approvvigionamento energetico sottraendoci dal ricatto dei Paesi che vendono gas e petrolio» spiega il consigliere e assessore regionale Fabrizio Ricca (Lega). «È ridicolo preoccuparsi delle centrali nucleari in Italia se siamo circondati da quelle francesi» aggiunge. Sì anche da Fratelli d’Italia, che tramite il capogruppo Giovanni Crosetto, ha presentato un ordine del giorno a sostegno del nucleare. «Propendo per il sì, parlando di nucleare di seconda generazione» specifica Enzo Liardo (Fdi).

«Serve pragmatismo: anche l’Italia deve includere il nucleare nel mix energetico» anche il leader di Torino Bellissima, Paolo Damilano. Paletta rivolta verso il sì anche per due membri della giunta Lo Russo. «Sono favorevole a valutarlo con lo sviluppo di reattori di quarta generazione, mirando a recuperare le scorie nucleari esistenti» argomenta l’assessore Francesco Tresso. «Di fatto sono scorie che abbiamo già – precisa – e su cui siamo inadempienti a livello europeo, non avendo un sito di stoccaggio nazionale». C’è apertura nei confronti del “nucleare pulito” anche da parte dall’assessore Gianna Pentenero: «In un futuro si potrebbe valutare l’utilizzo di piccoli reattori modulari. Non è detto che le rinnovabili possano bastare e l’emergenza di questi mesi ci dimostra che è tempo che l’Italia si doti di un serio piano per l’energia». Resta fermo il no «al nucleare di prima e seconda generazione» puntualizza Pentenero. E trova d’accordo il consigliere Claudio Cerrato (Pd) «In Italia abbiamo avuto due referendum che hanno sancito il no: la legge dice questo e non si discute» conclude Pentenero.

«Sono favorevole, a patto che si trovi una soluzione per lo smaltimento dello scorie» fa sapere Angelo Catanzaro (Pd). Sì, «ma solo dopo un nuovo referendum» per il capogruppo dei Moderati in Sala Rossa, Simone Fissolo. «Siamo in un momento di emergenza e ci sono azioni da compiere a breve termine – va avanti Fissolo -. In questo senso trovo che il dibattito che considera il nucleare come unica soluzione, sia riduttivo». Muovendoci così verso le ragioni del no, incontriamo la paletta a metà della capogruppo del Pd, Nadia Conticelli. «La scelta se utilizzare o meno l’energia nucleare non deve essere fatta tramite slogan – avverte -. Richiede investimenti e studi. È un discorso che dovrebbe essere affrontato a livello di Unione Europea».

Sulla stessa linea di pensiero la consigliera Anna Maria Borasi (Pd): «È una semplificazione che non possiamo permetterci» chiosa. Tra chi è contrario troviamo Sinistra Ecologista, il M5s e la Lista Civica di Silvio Viale e Elena Apollonio. «Le alternative per la produzione di energia pulita ci sono ed è ora che l’Italia investa in questo senso» tuona Alice Ravinale (Sinistra Ecologista). «Le scorie prodotte durante la breve stagione nucleare sono ancora stoccate “provvisoriamente” a Saluggia» sottolinea.

«Il tempo di decadimento è di migliaia di anni e non esiste alcun sito al mondo che possa garantire questa durata» le fa eco il capogruppo dei Cinque Stelle Andrea Russi«Ci vogliono anni solo per individuare un sito sicuro per costruire una centrale – aggiunge -. Senza considerare che sono facili bersagli di attacchi. Basti pensare all’inizio del conflitto ucraino». Sul versante opposto, il viceministro allo Sviluppo Economico Gilberto Pichetto:  «Votai a favore del nucleare al referendum. Ero tra i perdenti di allora e ancora oggi sono convintamente a favore del nucleare. Coltivare questo tipo di ricerca può essere il futuro».

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