Lupi in aumento nel Torinese
News
Proteste e paura

IL CASO. Sui monti 17 branchi di lupi: «Temiamo per i nostri bimbi»

La Cia lancia l’allarme per le difficoltà degli allevatori piemontesi

Cresce la popolazione di lupi presenti sulle montagne del Torinese e gli allevatori sono sul piede di guerra. «Viviamo da reclusi a 2mila metri di altezza», dicono i margari, le cui voci sono state raccolte dalla Cia provinciale. «Abbiamo paura per i nostri bimbi, che sino a pochi anni fa giocavano sereni fuori dalle baite, mentre ora non li possiamo più perdere di vista». E alla tensione si somma la delusione per lo stop al Piano nazionale di contenimento del lupo presentato dalle associazioni agricole.

Se da un punto di vista biologico è forse positivo che ci siano state le condizioni per un ripopolamento, non appena il numero di canidi si è allargato, gli spazi hanno cominciato a diventare troppo stretti. Secondo le stime della Cia, la Confederazione degli agricoltori, le cifre ufficiali sottostimano il fenomeno: nelle valli torinesi ci sarebbero 7 branchi di lupi, più i 14 del Cuneese per un totale di circa 80-90 esemplari. La Cia parla invece di 17 branchi e 100 esemplari solo nel Torinese.

Gli allevatori caldeggiano un intervento. Lo stop al “Piano nazionale per la conservazione e la gestione del lupo”, ha fatto sì che prendessero carta e penna per scrivere una lettera aperta alla politica piemontese e alle associazioni di rappresentanza agricola raccontando il disagio della convivenza quotidiana con questi animali. Gli allevatori non hanno gradito nemmeno la posizione attendista della Regione. Nei giorni scorsi il Piemonte si è infatti schierato con gli enti locali che hanno chiesto un approfondimento sul piano, rallentandone di fatto l’iter per l’approvazione.

Le voci degli allevatori raccolti dalla Cia raccontano una situazione difficile. «In questi anni abbiamo adottato tutte le precauzioni raccomandate per difendersi dal lupo – ha testimoniato Luca Charbonnier, allevatore di Bobbio Pellice – eppure le predazioni continuano ad aumentare perché l’animale ha modificato le sue abitudini di caccia». Ha aggiunto un altro allevatore di Fenestrelle, Paolo Clapier: «Abbiamo steso chilometri di reti elettrificate e introdotto i cani da guardia, ma senza vedere risultati significativi, mentre i cani – ha sottolineato – possono creare problemi con i turisti per la loro aggressività».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo