Maria Adelaide
Cronaca
PIAZZA PALAZZO DI CITTÀ

Studentato al Maria Adelaide: scatta la rivolta dei comitati

L’ex ospedale designato a ospitare il “villaggio degli atleti”

A nulla sono serviti l’emergenza sanitaria e i tanti appelli della cittadinanza per riaprire il Maria Adelaide. L’ex ospedale è infatti stato designato a ospitare il “villaggio degli atleti” in vista delle Universiadi del 2025. La decisione ha fatto infuriare l’assemblea “Riapriamo il Maria Adelaide” che ieri ha presidiato Palazzo Civico appendendo striscioni contro la cementificazione sulle ringhiere del monumento del Conte Verde. Il gruppo di cittadini ha anche organizzato una raccolta firme che insiste su tre punti: «la revoca della deliberazione regionale di vendita del Maria Adelaide; la cancellazione del Maria Adelaide dal dossier di candidatura di Torino alle Universiadi 2025 e la trasformazione dell’edificio in moderno ospedale di territorio per la prevenzione, la cura e per la continuità sanitaria-assistenziale dall’ospedale al domicilio». Un appello che sembra però caduto nel vuoto. La struttura, di proprietà della Città della Salute, verrà infatti trasformata in uno studentato da 400 posti letto gestiti dall’Edisu. L’operazione, finanziata dal governo, richiederà 32 milioni di euro e 3 anni e mezzo di lavori. «Come Città – sottolinea l’assessore all’Urbanistica Antonino Iaria – abbiamo richiesto di inserire nel progetto un poliambulatorio di prossimità che verrà utilizzato prima dagli atleti e poi sarà a servizio dei cittadini».

Una volta archiviata l’ultima gara dell’olimpiade universitaria di Torino 2025, come illustrato dal progetto di Unito, la struttura verrà riconvertita per ospitare camere d’albergo e “minialloggi”. La camera doppia sarà di 18 metri quadrati. Gli spazi cucina accoglieranno fino a un massimo di dieci studenti. E dove una volta c’erano i pazienti, saranno allestiti soggiorni collettivi, sale studio, una biblioteca, un auditorium, una palestra e sale internet, tv e musica.

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