Il ciondolo recuperato dai carabinieri sulla scena del crimine.
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L’aggressione una settimana fa davanti a una discoteca di Borgo Vittoria

Strappa la catenina al giovane che tenta di ucciderla a pugnalate, i carabinieri lo incastrano

L’uomo, un nigeriano di 24 anni, è stato arrestato con l’accusa di aver tentato di ammazzare una sua connazionale con tre coltellate alla schiena

Un nigeriano di 24 anni è stato fermato dai carabinieri della compagnia Oltre Dora, a Torino, con l’accusa di aver tentato di uccidere una sua connazionale con tre coltellate alla schiena. Il tentato delitto, secondo quanto ricostruito dai militari, risale allo scorso 22 luglio.

INSEGUE LA DONNA E L’ACCOLTELLA
Tutto sarebbe scaturito da una banale discussione nata all’interno di una nota discoteca di via Stradella, nel quartiere Borgo Vittoria. I due avrebbero proseguito la discussione in strada fino a quando il 24enne non si sarebbe avventato sulla donna inseguendola e quindi accoltellandola. Tutto questo è avvenuto alle 5 del mattino.

LEI GLI STRAPPA LA COLLANINA
Nei violenti frangenti dell’aggressione, la donna, con vero sangue freddo, era riuscita a strappare una collana dal collo dell’aggressore. L’episodio era poi stato denunciato ai carabinieri i quali si erano messi sulle tracce del mancato omicida.

VA A CASA E LA MINACCIA
Nei giorni successivi il nigeriano, già sottoposto all’obbligo di firma, resosi conto che i militari erano sulle sue tracce, è tornato a casa della ragazza per minacciarla: “Se mi denunci ti ammazzo” le avrebbe urlato.

LA SVOLTA NELLE INDAGINI
La svolta nelle indagini è arrivata con il ritrovamento di un ciondolo e di una collana d’oro, la stessa indossata dall’autore al momento dell’aggressione, lasciati sulla scena del crimine nelle fasi concitate del raid.

LA VITTIMA RICONOSCE I GIOIELLI
La vittima ha riconosciuto quei gioielli e soprattutto di averli strappati all’aggressore durante la colluttazione per difendersi dai fendenti. A quel punto per il 24enne non c’è stato più nulla da fare. Espletate le formalità di rito l’uomo è stato accompagnato in una cella della casa circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino.

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