Indagata a piede libero pure la moglie: "Erano fortemente indebitati"

Strage di Quargnento, il proprietario della cascina ha confessato: accusato di omicidio

Giovanni Vincenti sottoposto a fermo anche per disastro doloso e lesioni volontarie: "Dopo la prima esplosione poteva ancora evitare la tragedia"

L’intervento dei vigili del fuoco nella cascina di Quargnento.

Una persona è stata sottoposta a fermo per la tragedia di Quargnento, dove nella notte tra il 4 e il 5 novembre scorsi l’incendio di una cascina ha provocato la morte di tre vigili del fuoco. Lo hanno reso noto i carabinieri di Alessandria.

Ecco la nota dei militari: “Al termine di serrate e articolate indagini, i carabinieri di Alessandria hanno proceduto al fermo d’indiziato di delitto nei confronti un soggetto ritenuto responsabile dei delitti di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie in relazione ai noti fatti verificatisi in Quargnento (Al), nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2019″.

Ulteriori dettagli sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa convocata in mattinata presso il comando provinciale dei carabinieri di Alessandria. Il fermato, in particolare, è Giovanni Vincenti, proprietario della cascina esplosa. L’uomo ha confessato, negando però l’intenzione di voler uccidere: soffocato dai debiti, il suo obiettivo era quello di frodare l’assicurazione.

Come illustrato dal procuratore Enrico Cieri, anche la moglie di Vincenti è indagata, ma a piede libero, nell’ambito dell’inchiesta. Entrambi i coniugi erano fortemente indebitati e il premio previsto dall’assicurazione per il fatto doloso (il caso nella fattispecie era stato esteso ad agosto), un milione e mezzo di euro, avrebbe fatto decisamente comodo.

Secondo gli inquirenti, dunque, si è messo a punto l’incidente ma qualcosa è andato storto. “Il timer era settato per l’una e trenta, accidentalmente è stato settato anche alla mezzanotte e questo ha portato a una prima modesta esplosione che ha allertato i vigili del fuoco”, le parole di Cieri in conferenza. “Vincenti poteva ancora evitare la tragedia. Quella notte era stato informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato, ma non ha detto che all’interno della cascina c’erano altre cinque bombole. Ci sarebbe stato del tempo, mezz’ora circa, per evitare la morte dei tre vigili del fuoco”.

 

 

 

 

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