PELLERINA

Strage di pesci nel laghetto. E spunta l’ipotesi infezione

Trovati animali morti nelle acque del parco. Oggi sopralluogo del Comune

Uno dei pesci morti nel lago della Pellerina

È giallo sulla moria dei pesci nel lago della Pellerina. A segnalare il problema sono stati i frequentatori dell’area verde che, passeggiando lungo le staccionate che circondano il grande bacino centrale, hanno visto spuntare dall’acqua numerose carcasse coricate su un fianco. Si tratta di esemplari squamati di colore grigio, simili a carpe, lunghi oltre mezzo metro. Uno di questi è già stato azzannato da un altro animale e trasportato a riva, ma la maggior parte continua a galleggiare tra buste e sacchetti di plastica, sotto lo sguardo inorridito dei passanti.

Lo stato di abbandono in cui versa il laghetto potrebbe essere uno dei motivi della morte degli animali, almeno secondo i cittadini che da tempo segnalano il putridume dell’acqua chiedendo un intervento di pulizia. Per altri potrebbe trattarsi di un’infezione, magari legata all’inquinamento o alla presenza delle tante tartarughe gettate nel lago. Ciò che è certo, è la mancanza di una spiegazione di tale fenomeno, sconosciuto anche alle istituzioni. «Oggi faremo un sopralluogo e cercheremo di chiarire le cause di questa moria» dichiarano da Palazzo Civico. Qualche giorno fa, la segnalazione era già arrivata al settore Flora e fauna della Città metropolitana che aveva a sua volta contattato il Verde pubblico del Comune, su cui grava la responsabilità dell’area verde.

Veterinari e specialisti effettueranno così le verifiche del caso, e forse si riuscirà a venire a capo di qualcosa. Ora però si teme che, qualora si trattasse di una malattia, questa possa trasmettersi anche ad altri animali e compromettere l’intero ecosistema. «Stanno morendo anche le oche» afferma infatti Gioacchino Taormina, titolare del chiosco davanti al laghetto. Già la presenza delle tartarughe tropicali, portatrici di leptospirosi, qualche mese fa aveva allarmato i padroni dei cani che – come dichiarato dall’istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte -, possono contrarre il virus attraverso i cuscinetti delle zampe.

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