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Cronaca
SANTENA

Strage di operai per l’amianto: a giudizio i vertici dell’ex Ages

Dovranno rispondere di omicidio colposo plurimo per la morte di 5 lavoratori

Omicidio colposo plurimo: è l’accusa rivolta a tre ex dirigenti dell’Ages di Santena, considerata una “fabbrica di tumori” prima del fallimento decretato il 15 maggio 2012. Carlo Beccuti, Giuseppe Gerardi e Giovanni Pelizza sono stati rinviati a giudizio per la morte di cinque ex lavoratori dello stabilimento di via Trinità, tutti affetti da tumori.

Il processo comincerà il 20 luglio ma giovedì verrà anticipato da un incontro, organizzato dal comitato nato per promuovere queste battaglie legali. Appuntamento alle 15 nella sala del consiglio comunale, ingresso libero da via Cavour 39: «Sarà l’occasione per aggiornare sulla vicenda penale ma anche per riaprire la discussione sulle conseguenze del lavoro nelle altre fabbriche dove si usavano sostanze cancerogene», anticipano Gianni Gaude e Bruno Caratto a nome del comitato. Anche grazie al loro lavoro, l’Inail ha riconosciuto come “malattia professionale” il tumore di circa 50 lavoratori santenesi. Uno è Antonio Cappai, che ricorda: «Nei reparti c’era la nebbia: usavamo trielina, talco, vernici e l’amianto in sacchi, senza mascherine o aspiratori». A quel punto è partita la battaglia penale. Ora Gerardi, Beccuti e Pelizza, direttori generali in diverse fasi dell’azienda, dovranno rispondere per la morte di cinque lavoratori: «Dopo anni di lunghe e faticose indagini – sottolinea l’avvocato che ha seguito la vicenda per i lavoratori, Laura D’Amico – , saranno finalmente analizzate le condizioni in cui i dipendenti erano costretti a operare, esposti a sostanze molto nocive. Eppure i vari responsabili aziendali non hanno mai adottato le contromisure necessarie, violando le norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro».

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