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Cronaca
CORSO REGINA

Strada ristretta dalla ciclabile: invasione obbligata delle auto

La nuova bike lane ha ridotto la larghezza della carreggiata a 1.3 metri

La nuova bike lane appena tracciata lungo il lato sud del controviale di corso Regina Margherita ha ristretto la carreggiata e le auto sono obbligate a invadere lo spazio riservato alle biciclette. Probabilmente si è trattato di un errore di misurazione dei tecnici del comune che nel tratto di controviale compreso tra corso tra via Fontanesi e Lungo Po Machiavelli hanno ridotto la larghezza della corsia a meno di un metro e trenta centimetri. Uno spazio decisamente troppo stretto per permettere il passaggio di qualsiasi vettura. «In questo modo – protestano i ciclisti di passaggio – le auto invadono la pista e noi rischiamo di essere investiti». Le lamentele arrivano anche da residenti e commercianti della zona che chiedono di mettere in sicurezza la ciclabile prima che si verifichino degli incidenti. «Non vogliamo rischiare di travolgere i ciclisti uscendo di casa». A ben poco è servito installare i cartelli con i limiti di 20 chilometri orari. «Qui le auto – sottolineano i cittadini – continuano a sfrecciare a tutta velocità». Al caso si è interessato anche il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri: «Questa ciclabile non ha alcun senso, mette in pericolo ciclisti e automobilisti. Chiederemo presto che venga cancellata». Del resto le nuove bike lane disegnate dal Comune hanno creato non pochi problemi anche in altre zone della città. A cominciare dagli attraversamenti della rotonda di piazza Rivoli dove avvenivano continui investimenti di monopattini. O come la ciclopista di strada antica di Collegno criticata dai residenti e comitati, anche in quel caso, per l’eccessivo restringimento della carreggiata. In ultimo la nuova ciclovia con annessa zona 20 di corso Vittorio Emanuele II, gemella di quella di corso Regina Margherita, ma anche di quella di corso Francia e di tante altre corsie a priorità ciclabile che stanno spuntando un po’ in tutti i corsi di Torino, sollevando una marea di proteste tra gli automobilisti, negozianti e gli abitanti dei vari quartieri. Più apprezzate invece le “case avanzate”, ossia gli spazi rossi riservati ai ciclisti in corrispondenza dei semafori.

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