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SAN MAURO

Stige verso la chiusura, 82 dipendenti a rischio

Annunciata la messa in liquidazione della società

La Stige di San Mauro (Società Torinese Industrie Grafiche Editoriali) ha comunicato ai sindacati di categoria la decisione unilaterale di iniziare un percorso di liquidazione con annessa apertura della cassa straordinaria per cessazione di attività.

I protagonisti della vertenza sono da un lato, 82 lavoratori con le loro famiglie (la totalità dei dipendenti) e dall’altra un’azienda storica della grafica torinese, nata nel 1927 e che ha contato negli anni scorsi anche 250 lavoratori con commesse da grandi gruppi editoriali. Per i sindacati di Slc Cgil, Uilcom e Fistel Cisl la notizia porterà un tracollo in un settore, quello della grafica e della stampa, già in ginocchio e che potrebbe essere solo la prima di una serie di chiusure a cascata. Da almeno 20 anni, infatti, l’industria grafica nella nostra regione è stata abbandonata a se stessa, soprattutto dalle istituzioni, senza che nessuno abbia pensato ad interventi di messa in sicurezza della filiera.

Fra le richieste dei rappresentanti dei lavoratori, la prima riguarda la contrarietà alla messa in liquidazione e alla semplice gestione degli esuberi e che si proceda all’apertura di un tavolo di trattativa e alla nascita di un percorso che possa portare al rilancio del sito dell’autoporto Pescarito. Per questo è stato richiesto al più presto un incontro con Regione e Comune per la ricerca di soluzioni che salvino lo stabilimento e portino alla revoca della liquidazione.

Per Giorgia Perrone della Cgil di Torino «al momento i lavoratori sono coperti dalla cassa integrazione straordinaria ma lunedì avremo un incontro con la proprietà. Nel frattempo abbiamo annunciato lo stato di agitazione. Occorrerà – prosegue la Perrone – iniziare subito una riflessione pratica sulla tutela di una filiera manifatturiera che ha dato e può continuare a dare occupazione stabile e regolamentata da contratti nazionali e attuare una strategia che coinvolga anche le istituzioni per il mantenimento sul territorio della Stige e delle altre aziende del settore».

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