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Cronaca
IL RETROSCENA. Su Internet 476 annunci per la Francia

Stellantis ora assume settecento persone. Ma soltanto all’estero

Oggi il volantinaggio di Cgil, Cisl e Uil alle Carrozzerie: «A Torino tagliano anche sulla mensa e sulle pulizie»

Professionisti della logistica, informatici, esperti di marketing. Analisti e pubblicitari. Progettisti, architetti, assistenti di ogni sorta, trasportatori. C’è tutto questo, e anche molto di più, tra i profili professionali di cui è a caccia Stellantis. Ma quello di chi si prenda qualche minuto per scorrere gli annunci su Linkedin è un esercizio che fa male al cuore. Perché navigando sulla piattaforma leader nella connessione tra domanda e offerta di lavoro, si scopre che il gigante nato dalla fusione tra Fca e Psa si prepara a una infornata di nuove assunzioni. Ma le nuove opportunità, che sono poco meno di 700, se si escludono una manciata di posizioni a Modena e la ricerca di due quality manager per Torino, sono tutte rivolte all’estero. Soprattutto in Francia, il regno di Peugeot, dove lo stabilimento di Poissy, con 476 figure ricercate, sembra pronto a una imminente espansione. Una quota consistente di proposte, quasi 80, proviene poi da Auburn Hills, un tempo sede di Chrysler e poi quartier generale di Fca negli Usa. Stellantis è poi alla ricerca di personale anche in Germania e in India, dove a dicembre 2020 il Lingotto ha investito 150 milioni per creare un centro tecnologico globale. Altre quattro offerte arrivano da Shangai, in Cina. La dimostrazione delle teorie di chi teme che Torino e l’Italia siano destinate al ruolo di provincia dell’impero? È presto per dirlo. Perché per un gruppo da oltre 400 mila dipendenti, 700 assunzioni sono poca cosa. E non bastano tre mesi dal perfezionamento della fusione per desumerne una strategia a lungo termine. Tuttavia, navigando su Linkedin, si nota che Stellantis sta cercando persone in settori cruciali per il futuro dell’auto: batterie, connettività, software, app, cybersicurezza. E in Francia si dà la caccia a ingegneri per studiare componenti e soluzioni innovative per le auto elettriche e le ricariche. Qui da noi, dove c’è il Poli e le competenze certo non mancherebbero, invece è tutto fermo. Anzi, gli unici segnali vanno nella direzione dei tagli. Da Melfi alle Carrozzerie, alla Maserati di Grugliasco, dove per ora si vive all’insegna dell’attesa e della confusione, tra tante incertezze, troppi silenzi e cattive notizie affidate alle note sindacali. Le ultime, dopo la cassa per oltre 10mila dipendenti resa nota dalla Fiom e i tagli alla produzione della 500 e rivelati la settimana scorsa dalla Fim, sono quelle scritte sui volantini che verranno distribuiti oggi ai cancelli di Mirafiori. Il titolo parla da sé: “Riorganizzare non significa ridurre occupazione e servizi”. Perché è questa, a quanto pare, la strada imboccata dopo la visita torinese di Carlos Tavares. E i tagli «rischiano di peggiorare le condizioni di lavoro dei dipendenti diretti». Ma anche «di ridurre pesantemente i livelli occupazionali e reddituali delle lavoratrici e dei lavoratori delle imprese di pulizie”. Lavoratrici e lavoratori che attendono il rinnovo del loro contratto nazionale da ben 8 anni, impiegati prevalentemente a part-time, “che subiscono una diminuzione dell’orario di lavoro del 30% e una drastica riduzione dei già bassi salari, prossimi alla soglia di povertà”. Ma non basta. Perché a questo intervento “si aggiunge ulteriore cassa integrazione (già in essere per il ricorso all’utilizzo dello smart working) delle lavoratrici e dei lavoratori delle mense, causata dello spostamento della somministrazione dei pasti a fine turno, con conseguente crollo del servizio”. Un quadro desolante, che si completa con “gli oltre 200 lavoratori assunti con contratto di lavoro in somministrazione che hanno perso il lavoro, ai quali – affermano i sindacati – andrebbe garantita la continuità occupazionale”. Senza, si spera, dover fare le valigie ed emigrare.

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