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Cronaca
C’ERA UNA VOLTA LA FIAT

Stellantis, ancora cassa. E ai cancelli di Mirafiori adesso sale la protesta

Manifestazione contro i tagli ai servizi di pulizie e mensa: «Se questa è la strada di Tavares, stanno sbagliando»

Il giorno clou è domani, quando ci sarà l’atteso incontro tra Stellantis e i sindacati. Il primo, dopo la fusione. Nel frattempo, i vertici dell’azienda annunciano ancora altre settimane di cassa integrazione per gli oltre 1.300 lavoratori suddivisi tra le fabbriche di Mirafiori e Grugliasco. Un’altra doccia gelata, come se già non bastassero i tagli. Quelli decisi dal gruppo nato dopo l’accordo tra Fca e Peugeot, ben nascosti sotto la parola “riorganizzazione”. Ieri, davanti alla porta 2 di corso Tazzoli, al cambio turno erano presenti un centinaio di sindacalisti delle sigle Cgil, Cisl e Uil. Volantini distribuiti alle tute blu che uscivano ed entravano a Mirafiori, nei quali si rimarcava che «Riorganizzare non vuol dire ridurre occupazione e servizi». Eppure, da otto anni si aspetta il rinnovo del contratto nazionale per i lavoratori, il part-time non passa mai di moda, la cassa integrazione nemmeno e la pandemia ha portato in dote anche lo smart-working. Tra quelli che se la passano male troviamo lavoratrici e lavoratori delle mense e delle imprese di pulizie. Il primo settore conta circa 350 persone, il secondo addirittura 1.500. «Quasi tutto il settore impiegatizio di Stellantis è in smart-working. E ci chiediamo cosa succederà alla fine della pandemia», afferma Olga Longo, segretaria generale Fisascat Cisl Torino-Canavese, ribadendo poi che «lo spostamento della somministrazione dei pasti alla fine del turno è stato un disastro, perché il servizio – spiega – è crollato visto che tutti ormai vanno a casa anziché in mensa». Nel frattempo, il nuovo gruppo è a caccia di profili. Professionisti della logistica, informatici, esperti del marketing, analisti, pubblicitari, progettisti, architetti, assistenti di vari settori, trasportatori. Non in Italia, però, perché nell’infornata di nuove assunzioni -poco meno di 700 – si guarda soprattutto all’estero. Specie in Francia, regno di Peugeot, con 476 figure ricercate nello stabilimento di Poissy. E poi negli Stati Uniti, in Germania, in India e in Cina. Per Torino, invece, scorrendo le pagine di Linkedin si trovano solo gli annunci per due quality manager. Un po’ poco. «Torino non è seconda a nessuno – afferma Gianluca Rindone, Uil – perché questa città è stata l’apripista di tutte le novità del gruppo. Anche negli ultimi anni, perché il primo suv fatto da Maserati e la prima vettura elettrica del gruppo, la 500, li abbiamo prodotti qui». Per Dario Ghionda di Fim-Cisl, se il costo del lavoro è alto «di sicuro non è a causa degli stipendi, che sono tutt’altro che alti. Il problema sono i costi aggiuntivi, in primis – afferma – quelli della burocrazia. Ma bisogna investire, non certo tagliare. E se Tavares vuole abbattere il costo del lavoro tagliando i servizi, sta prendendo la strada sbagliata». Ma i tagli ci sono anche sulla produzione delle vetture, ad esempio sulla 500 elettrica, con i numeri di Mirafiori scesi di parecchio. «Rimpianti per la fusione? No, quell’accordo era inevitabile per la sopravvivenza di Torino e dei suoi lavoratori. Però serve investire, non tagliare o ricorrere alla cassa integrazione o al lavoro interinale», così Chiara Montesano di Fim-Cisl. E invece, la cassa ci sarà ancora, come annunciato dai vertici del gruppo. Domani, forse, verrà fatta maggiore chiarezza. O almeno si aspettano i sindacati. Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cigl, si augura «L’inizio di un percorso condiviso per tutelare l’occupazione e la produzione industriale. E mi aspetto che anche i ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico facciano la loro parte, istituendo un tavolo di lavoro». Edi Lazzi, segretario generale della Fiom-Cigl torinese, afferma che «Torino è la città che sta pagando il prezzo più alto in termini occupazionali. Serve un rilancio della produzione, con nuovi modelli e volumi in grado di saturare gli impianti produttivi».

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