500 stellantis
Cronaca
Fiom sulle barricate: «Per ora solo tagli»

Stellantis, altra cassa per più di 10mila operai. E Iveco va verso la Cina

Le voci di un’offerta fanno volare i titoli Cnh a Piazza Affari. Chiorino: «Ora intervenga il Governo per tutelare l’Italia»

La primavera arriva con l’annuncio della cassa integrazione per Stellantis, almeno, per 10.398 lavoratori che dalla Fca Services alle Presse di Mirafiori, passando per il Centro Ricerche e arrivare alla Maserati di Grugliasco, si dovranno fermare almeno un giorno alla settimana per tutto il mese di aprile. Un totale di 59 giorni, a ben guardare, spalmati tra una decina di settori, che coinvolgono impiegati e operai.

Il 2, 9, 16, 23 e 30 aprile toccherà a 165 dipendenti di Fca Services, 14 di Fca Risk Management, 52 di Fca Finance, 26 di Stellantis Nv, 526 del Centro Ricerche Fiat, 173 di Fca Partecipazioni, 787 di FcaEnti Centrali. Dal 12 al 30 aprile, invece, si fermeranno 440 dipendenti delle Presse di Mirafiori, mentre 1, 2 e 6 aprile toccherà a 1.086 lavoratori di Mirafiori Powertrain. A Grugliasco, la cassa è partita lunedì e continuerà fino al 2 aprile con un’ultima giornata prevista il 6 aprile per 1.129 dipendenti Fca Maserati.

FIOM SULLE BARRICATE
«Con l’arrivo della primavera torna a fiorire anche la cassa integrazione negli stabilimenti di Torino» denuncia la Fiom Cgil. «Nell’ultima visita l’amministratore delegato Tavares ha annunciato razionalizzazioni dei costi fissi degli stabilimenti italiani e il primo effetto è stata la riduzione delle pulizie, la riduzione delle mense, la cassa integrazione. Al tempo stesso dei nuovi piani industriali di Stellantis poco si conosce e le notizie che arrivano dal mercato non sono positive» commentano il segretario provinciale Edi Lazzi e il responsabile Stellantis per la Fiom Torino, Ugo Bolognesi. «Ci auguriamo – aggiungono i sindacalisti – che l’incontro previsto a Torino per il 15 aprile tra organizzazioni sindacali e Stellantis possa fare chiarezza e dare certezze sul futuro occupazionale. La transizione verso una mobilità sostenibile può essere un’opportunità, ancor più in vista delle ingenti disponibilità di risorse europee, ma servono in fretta idee chiare e progetti per il futuro del nostro territorio. Abbiamo dato, e daremo, il nostro concreto contributo di proposte».

IVECO, OFFERTA CINESE
E se i sindacati attendono il confronto con la proprietà e l’amministratore delegato Tavares, la politica sollecita l’intervento del Governo anche in merito alla vicenda Iveco. Ieri i titoli di Cnh hanno chiuso la seduta a Piazza Affari in rialzo del 4,34% a 13,46 euro: la “maglia rosa” del Ftse Mib. A spingere gli acquisti hanno contribuito le indiscrezioni dell’agenzia Bloomberg secondo cui il gruppo cinese Faw ha fatto progressi nella due diligence di Iveco e potrebbe formalizzare un’offerta nei prossimi mesi. Faw, che deve ancora visitare le fabbriche di Iveco, sta valutando attentamente la posizione dei governi italiano e francese, a cui dovrà offrire rassicurazioni sulla tutela dell’occupazione. Cnh è in discussione con Faw dalla fine dello scorso anno e avrebbe già rifiutato 3 miliardi di euro.

A chiedere che l’attuale Governo ponga la dovuta attenzione sulla tutela degli interessi dell’Italia nel settore è anche l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino, che è intervenuta a un convegno organizzato proprio su Fca da Fratelli d’Italia. «Mi auguro che il Governo intervenga con uno scatto di patriottismo manifatturiero e di orgoglio industriale per fermare uno scempio che vede l’Italia, praticamente, in vendita – ha sottolineato l’assessore Chiorino -. Quello precedente ha acconsentito che ci venisse sfilata di mano Fiat ed è dovere istituzionale del Governo esercitare la propria autorevolezza per tutelare la filiera che ha fatto la storia dell’automotive attraverso i nostri operai, ingegneri e le grandi tecnologie che abbiamo sempre saputo mettere in campo rappresentando l’Italia in nel mondo».

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