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Cronaca
LARGO MARCONI

Stanza del buco e alcova per i tossici nello storico vespasiano dimenticato

Residenti e commercianti sono esasperati: «Ormai c’è chi fa i bisogni sulle lamiere»

Un vespasiano abbandonato, circondato da un recinto di lamiere blu che, anziché proteggere lo storico orinatoio pubblico risalente al secolo scorso, lo ha trasformato in una tana per tossici. Luogo dove alcuni disperati fanno sesso, i maleducati orinano o lo usano come immondezzaio. La denuncia arriva dai residenti di largo Marconi, che ormai da due anni assistono a scene di degrado, vedono spazzatura e senza tetto nascondersi dietro alle lamiere e sentono gli odori sgradevoli lasciati da chi fa la pipì ormai a cielo aperto, contro le pareti esterne della cosiddetta “protezione”. «Ormai vediamo di tutto – dice Vincenzo Toro, titolare del bar “Il Banchetto” – Da due anni è tutto chiuso, da prima della pandemia. Ci avevano detto che il vespasiano è rotto, ma nessuno è intervenuto per aggiustarlo o rimuoverlo. Abbiamo sentito anche dire che è protetto dalle Belle Arti, ma non si è visto nessuno a porre rimedio. Ci vanno drogati, disperati. Qualcuno è rimasto anche lì dentro a dormire. Qui siamo abituati a vedere tante persone in cerca di droga, o sbandate. I vigili fanno quello che possono. Bisognerebbe interpellare qualcuno che sia responsabile». Il racconto dei residenti è anche peggiore. «Spesso di notte ma anche di giorno, vediamo tossicodipendenti che comprano la dose da uno dei molti pusher per poi andare a farsi la dose dentro il vespasiano». «Spostano le lamiere e vanno dentro a bucarsi – aggiunge un’anziana -. Non se ne può più, viviamo in mezzo agli spacciatori e al degrado che portano». Anche il continuo via vai degli spacciatori si sarebbe intensificato nell’ultimo periodo. «Nei giardinetti di via Morgari sono trenta ogni sera, ma anche di pomeriggio stazionano davanti ai bimbi».

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