naomi ishiguro
Libri
IL PERSONAGGIO

Stan e l’amico che fa boxe. Fra bullizzati ed emarginati: il debutto di Naomi Ishiguro

Figlia del Nobel Ishiguro: questo è il primo romanzo

Bicicletta e vento in faccia: solo così Stan può sfuggire alle prese in giro dei compagni e all’atmosfera pesante di casa. Stan ha tredici anni, è timido e occhialuto ed è appena arrivato in una nuova città. Huxley e i suoi scagnozzi cominciano a tormentarlo già sullo scuolabus. Il padre è morto e la madre si trascina tra estenuanti turni di notte in ospedale come infermiera e lunghi silenzi per evitare il discorso sul lutto e sulla perdita che entrambi hanno subito. «Non ti ho mai cresciuto per essere crudele» gli dice. «Non mi hai cresciuto per essere niente. Sei sempre al lavoro» ribatte lui.

Un pomeriggio d’autunno, nel parco dove ama passare il tempo solo e in pace, conosce Charlie, un ragazzo di tre anni più grande. Charlie è «uno fico», che fa pugilato e che non ha paura di sporcarsi con il grasso della bicicletta, che ha lasciato la cosa e sa un sacco di cose interessanti: «Non fare mai affidamento su ciò che le persone ti dicono», dice, «devi uscire e indagare. Andare in biblioteca. Leggere libri». Charlie incoraggia Stan a difendere se stesso. «No pasaran», gli dice. Diventa il loro grido di battaglia. Charlie Si definisce «viaggiante», ma gli altri lo chiamano «rom», e certi, tra cui manco a dirlo il capo dei bulletti, anche «zingaro». Fatto sta che vuole essere suo amico. È pronto addirittura a prendere le sue difese contro i bulli della scuola. Per Stan, tutto sommato, l’esistenza diventa molto meno gravosa, accolto sì con diffidenza ma anche calore dalla famiglia rom, mentre sua madre lo avverte che quell’amico gli rovinerà la vita». Ma la vita è un gran brutto affare e infatti l’amicizia inconsueta fra i due ragazzi subisce un duro colpo a causa di una tragedia che, di fatto, chiude la prima parte del romanzo.

Una decina di anni dopo, nel 2012, a una festa a Londra, Stan e Charlie si rincontrano. Ed è proprio Charlie a narrare. Infelicemente sposato e al limite dell’alcolismo, è al suo punto più basso quando incontra il suo vecchio amico, ora studente e giornalista, per la prima volta in nove anni. Ma l’amicizia regge ancora?

Una gran bella storia “Terreno comune” (Einaudi, 22 euro, traduzione di Margherita Emo), vero «appello alla tolleranza, all’accettazione e alla comprensione particolarmente rilevante nel panorama post-Trump/Brexit» come sottolinea la testata irlandese Nte. L’autrice è Naomi Ishiguro, londinese trentenne, figlia del Premio Nobel Kazuo Ishiguro. «La mela non rotola lontano dall’albero» si dice, e in questo caso è vero, ma certo la direzione è diversa. Rivelatasi con i racconti di “Vie di fuga” ora la scrittrice debutta nel romanzo. Libraria, studentessa di scrittura creativa, lettrice onnivora e «E per un po’ sono stata una pessima musicista folk a Bath, il che è stato divertente. Ho scritto opere teatrali e sceneggiature a un certo punto e volevo fare la ballerina per un po’. I miei genitori dicevano: “Non farlo”» ha raccontato a The Guardian. Di certo non ha paura, mettendosi a fare la scrittrice con cotanto padre: e cosa dice il genitore? «È bello poter parlare del processo di scrittura e avere una famiglia che capisca, ma non sono davvero coinvolti nel manoscritto vero e proprio. È meglio sentire le cose da un editore o supervisore ufficiale che da un membro della famiglia».

TERRENO COMUNE
Autore: Naomi Ishiguro
Editore: Einaudi
Genere: Romanzo
Prezzo: 22 euro

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