Bimbo di 20 mesi ucciso a Novara: ergastolo alla madre e al convivente (foto di repertorio)
Cronaca
Ribaltata la sentenza di condanna a un anno di reclusione inflitta in primo grado

Stabile in fiamme ad Aosta, artigiano canavesano assolto in appello

Alberto Carta, 47 anni, di Chiaverano, insieme a un suo dipendente di Ivrea (già assolto) prima dell’incendio stava svolgendo opere di manutenzione, con un cannello a gas, su un pannello solare posto sul tetto

Nessun colpevole per il rogo che il 18 luglio del 2011 distrusse ad Aosta il tetto di una palazzina dell’Arer in località Croix Noire, causando l’evacuazione di 24 famiglie e danneggiando quattro alloggi. Ribaltando la sentenza di condanna a un anno di reclusione del tribunale di Aosta, datata 2013, la Corte d’appello di Torino ha infatti assolto perché il fatto non sussiste Alberto Carta, 47 anni, di Chiaverano (Torino), dall’accusa di incendio colposo. Assistito dall’avvocato Corinne Margueret del foro di Aosta, era finito a processo in qualità di titolare di una ditta individuale: insieme a un suo dipendente di Ivrea (già assolto in primo grado) prima dell’incendio stava svolgendo opere di manutenzione, con un cannello a gas, su un pannello solare posto sul tetto. La difesa, grazie anche ad alcune testimonianze rese in aula, ha puntato a dimostrare che – come normalmente avviene – durante quei lavori di dissaldatura non erano state prodotte scintille.

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