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VENARIA

«Spuntano crani e femori»: l’ossario aperto al cimitero

La scoperta di un anziano a pochi passi dalla tomba della moglie

Si trovano lì dove ci si aspetterebbe di trovarli, sottoterra. Ma sono anche alle mercé di tutti, basta scendere una comoda scaletta per ritrovarseli tra i piedi. L’ossario del cimitero Altessano a Venaria respira. E anche i resti umani in esso contenuti prendono tutta l’aria possibile. Colpa di quella botola lasciata aperta.

Un cranio, una tibia, un pezzo di femore appartenuti a chissà chi. Basta girare l’angolo, allontanarsi un paio di metri dal percorso del viavai quotidiano del camposanto, avere il coraggio di scendere un paio di metri in quel buco oscuro seminascosto. Eccoli lì i resti. Sulla calotta cranica è ancora attaccato qualche capello, le ossa sono annerite ma integre. In teoria non sarebbe possibile certificare il loro stato di conservazione, gli ossari dei cimiteri comunali devono essere rigorosamente chiusi al pubblico. Ma nel piccolo camposanto a due passi dalla tangenziale, che da anni reclama una massiccia riqualificazione, invaso da transenne e avvisi per segnalare possibili distacchi di intonaco, questo non avviene. Così succede che qualsiasi cittadino, magari dopo aver pregato sulla tomba di un proprio caro, possa ritrovarsi a tu per tu con i resti di uno sconosciuto senza nemmeno rendersene conto. È successo proprio questo a un frequentatore abituale del cimitero di Altessano. «Mia moglie è sepolta qui da dieci anni – racconta a CronacaQui – e io vengo a farle visita almeno una volta la settimana. Spesso, dopo che sono andato a salutarla, mi capita di fare delle piccole passeggiate nel cimitero: mi rilassa, mi aiuta a pensare. Quando mi sono imbattuto in quella botola aperta dopo aver visto gli scalini che portavano giù mi sono incuriosito». Così l’anziano è sceso giù, attirato dal quel passaggio cupo e misterioso. «Ma mai mi sarei immaginato di ritrovarmi dentro un ossario». Nei pressi della botola, infatti, non c’è alcun avviso, nessun cartello. Niente di niente. Ecco perché il vedovo curioso si è ritrovato, suo malgrado, a calpestare lo scheletro di un povero defunto. «Ovviamente non è normale questa situazione, l’ingresso all’ossario deve essere sempre chiuso: per questo ci attiveremo per presentare una denuncia contro ignoti» hanno spiegato dagli uffici del Comune. E magari l’occasione sarà anche utile per comprare un lucchetto che tenga lontani i vedovi impiccioni.

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