Gigi Buffon (foto depositphotos)
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Il nonno di Vieri, l’anima di Buffon e il “ragazzino” Giroud

BRONTOLONE

«”Questo diventerà il più forte centravanti del mondo, deve restare qui in Italia”. E così fu. Nonno ha fatto di tutto per me. Era brontolone come lo sono io, e che scontri a volte…»

Bobo Vieri racconta i suoi inizi in Italia

ANIMA

«Alla mia età non c’è il dubbio di essere un portiere performante o meno, da quel punto di vista ho la certezza di fare bene per i prossimi quattro o cinque anni. Fisicamente sto bene e penso di aver acquisito un’esperienza importante, per questo sulle prestazioni non ho dubbi. Si possono avere se non si hanno le motivazioni giuste o non si fa quella scelta che dovrebbe scaldare cuore e anima. Ecco, a quel punto, a una certa età, si rischia di fare brutte figure. Ma non è quello che ho pensato io»

Buffon spiega perché ha scelto Parma per andare avanti

RAGAZZINO

«Ho giocato contro Ibrahimovic qualche volta: a 40 anni è ancora qui, è un professionista eccezionale. Non puoi giocare a quell’età e a questi livelli, senza quell’impegno per la tua squadra, quella determinazione. Io cerco di fare lo stesso per poter continuare a giocare fino a che il mio corpo me lo permetterà. Mi sento ancora un ragazzino anche a quasi 35 anni compiuti. Il Milan mi ha fatto sognare. La squadra ha una grandissima tradizione europea ed è per questo che ho deciso di venire qui, per giocare la Champions»

Olivier Giroud si presenta così ai tifosi del Milan

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