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DEDICA «I miei idoli? Mio papà, mia mamma, mia sorella. Dei giocatori, mi piaceva Ibrahimovic per la sua voglia di vincere e il suo carattere. Se mi sento Ibra? Parliamo di uno che fa giocate mostruose. Dopo il 2-3 di Firenze dello scorso anno ho provato a chiedergli la maglietta, lui me l’ha data e abbiamo fatto una foto. La dedica era nella nostra lingua, abbiamo parlato in serbo. Mi ha detto che devo continuare così. Quando ero molto piccolo guardavo Jovetic, che ha giocato nel Partizan e poi qui alla Fiorentina. Avevo una maglietta senza numero, a casa ho trovato degli scontrini, non so di chi fossero, ma ne ho ricavato il numero 35 di Jovetic e con la colla l’ho appiccicato» Tutto il mondo di Dusan Vlahovic

UMILTÁ «Per ora non conta nulla essere primi. Sappiamo di aver fatto una grande prestazione su un campo non semplice, questa è la cosa più importante. Ripartiamo con umiltà. Tutti stiamo bene, stiamo lavorando bene con Spalletti che sta cercando di tirare fuori da ognuno di noi un qualcosina in più che noi abbiamo. Bisogna continuare. Numeri come con Sarri? I numeri ci stanno, ma non possiamo pensare a quello. Se lo facciamo ci rilassiamo e non andiamo avanti. Dobbiamo solo lavorare, ascoltare il mister e seguirlo. Lui ha esperienza, ha fatto bene ovunque e sta tirando fuori qualcosa in più da tutti noi» Napoli in testa ma Lorenzo Insigne fa il pompiere

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