Fabio Capello (Depositphotos)
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PATTI «Nel momento in cui ho firmato il contratto, ho concordato che se non ci fosse stata l’Italia avrei commentato io la finale dei Mondiali. Mentre lo facevo ho subito chiarito che non volevo commentare le partite dell’Italia perché quel posto spetta di diritto a Rimedio e Di Gennaro. Non mi interessava neanche parlarne. Patti simili non si mettono per iscritto. Poco dopo però è cambiata la direzione sportiva. Secondo voi quanti avrebbero detto “Io ho un accordo con la Rai”? Probabilmente tutti. Io non sono così e sono grato alla tv pubblica perché ha sposato la causa della Bobo TV. Io la penso così: se sei giusto e semini comportamenti corretti, riceverai correttezza» Lele Adani chiarisce il giallo della finale ai Mondiali

TESTA «Io ho fatto con Ibrahimovic come ho fatto con tutti gli altri i giocatori. Il giocatore di talento impara subito e assorbe quello che gli dici, e capisce che quello che gli hai detto serve per migliorarsi. Poi ci sono quelli di medio talento e presuntuosi e lì perdi anche del tempo. Nella vita la testa fa la differenza: dipende da cosa fai, come ti comporti, l’ambizione. Io ho avuto gente di talento che si è accontentata, oppure chi al primo ostacolo si è lasciato andare. Vuoi essere preso in considerazione? Presentati, fai vedere di quello che sei capace e basta» Fabio Capello è stato il primo ad allenare Ibra in Italia

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