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Sportegolando

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OSSESSIONE «Noi in Italia viviamo il calcio più come una ossessione. Noi giochiamo per i tifosi e dobbiamo essergli grati, ma nella vita devono esserci dei limiti e a volte li abbiamo un po’ superati. Quando sono entrato nello spogliatoio della Juventus avevo 23 anni e c’erano grandi esempi. Buffon Chiellini, Bonucci, Barzagli, Mandzukic, Khedira, Matuidi, Marchisio: di cosa parliamo? Del nulla. Tu a 23 anni entri in uno spogliatoio fatto di questa gente qui… Se io sono quello che sono oggi per una percentuale è grazie a quello spogliatoio lì. Con una personalità, con un carattere, ma comunque con grandissimo rispetto».
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CAMBIAMENTO «Conosco bene Leo. E un cambiamento come quello che ha fatto è difficile. Viveva a Barcellona da tanto tempo con la sua famiglia e i suoi figli. La verità è che un cambiamento simile è davvero difficile Ma ora penso stia meglio e si senta più a casa. Voglio che si diverta. Io non sono mai stato una persona che quando si ferma si mette a guardare le partite di calcio. Ho sempre giocato e poi fatto altre cose. La verità è questa e non mi piace neppure quando i miei amici vogliono vedere la partita, le guardano sempre. Ma io dico “No, faremo altro adesso. Andiamo a vederci un film”».
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