Antonio Conte (foto: Depositphotos)
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GRUPPO 

«Analogie tra la mia Italia e questa? Sicuramente c’è una cosa che mi colpisce. La compattezza del gruppo. Chi gioca e chi è in panchina, ma anche lo staff. Questa è una cosa che rivedo»

Antonio Conte si rivede nell’Italia di Mancini

MERITOCRAZIA

«Come parte l’avventura in Ungheria? Parte da lontano, dal 2012, quando ho ricevuto un’offerta dall’Honved e ho provato questa avventura in Ungheria. In Italia facevo fatica a trovare una squadra ed ho provato una avventura che poi non si è rivelata un’avven – tura ma una decisione giusta. Non sono abituato a fare molte interviste, non ho mai detto che in Italia non ci sia meritocrazia, ho detto solo che non mi è stata data l’opportunità di cimentarmi a un certo livello. In Italia ci sono molti allenatori top e senza di me l’Italia non perde nulla»

Il torinese Rossi, ct dell’Ungheria e nuovo idolo

SCATOLINA

«Le immagini di Copenhagen, con Christian sdraiato sull’erba, hanno avuto un grande impatto su di me. Quelle immagini erano familiari. Era di nuovo tutto così reale. La scatolina nel cuore è lì. Lo sai e magari la senti quando vai a letto, ma durante il giorno non te ne accorgi. Quando hai un infortunio al ginocchio, vivi in una specie di bolla per un certo numero di settimane; ma sai quando puoi tornare in campo, in casi così no. Tutte le persone ti dicono che la tua carriera è finita»

Daley Blind, difensore dell’Olanda, ha avuto lo stesso

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