Carlo Ancelotti (Depositphotos)
Sportegolando

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CICLO «Trovo una sola affinità: manca una giornata e, come allora per noi, anche oggi dipende tutto dal Milan. Gioca in trasferta, è una partita da vincere. Ho sentito tanti paragoni con il nostro scudetto, ma io la vedo diversamente. Il mio Milan era a fine ciclo, questo è all’inizio perché ha tanti giovani interessanti. Mi piace sottolineare il lavoro di Pioli che sta tirando fuori il meglio da ogni giocatore, che poi è quello che dovrebbe fare ogni allenatore. Questo Milan arriva da un ottimo piazzamento nello scorso campionato, il mio invece arrivava da un decimo e da un undicesimo posto».
Alberto Zaccheroni, il suo Milan scudettato e quello di oggi

SPETTACOLO «Credo che il calcio italiano debba cercare un miglioramento dello spettacolo che propone. Non è attrattivo per diverse ragioni: c’è l’aspetto tecnico, nel senso che mancano figure di riferimento in una generazione di calciatori che ha avuto difficoltà a esprimere grandi campioni dopo il mondiale 2006, dove c’erano i vari Totti, Del Piero, Pirlo, Gattuso. L’Italia ha faticato a trovare una generazione di nuovi talenti, poi è vero che è arrivato il successo insperato agli Europei, ma la qualità individuale dei giocatori italiani in questo momento non è quella di 15 anni fa».
La ricetta di Carlo Ancelotti per rilanciare la Serie A

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