Roberto De Zerbi (Depositphotos)
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MODULO «Quella di Mancini è una traccia bellissima che credo e spero venga seguita da tante squadre di A: l’Italia ha vinto con la serenità e la consapevolezza. Queste sono le cose che contano, ben più del modulo»
Guidolin vede l’inizio di una nuova era per il calcio italiano

OCCHIO «Il filo che ci collega è forte, è come se ci sentissimo sempre! Sono contentissimo di incontrarlo subito: loro sono forti, ma la B insegna che davanti alle difficoltà tutti si fanno trovare pronti, sapendo che puoi fare bene con una grande e poi perdere con una piccola. E’ pazzesco… Anni fa non l’avrei immaginato, invece ha l’occhio infuocato, sente l’emozione e a livello umano ha doti straordinarie che non tutti conoscono. Oggi non sono stupito, è uno dei più grandi di sempre. Io mangiavo i campi, sono partito dall’Eccellenza e arrivato a Berlino. Un po’ mi rivedo in questi ragazzi»
Grosso con il suo Frosinone affronterà subito il Parma di Buffon in B

FILOSOFIA «Ogni squadra ha le sue sfumature, i suoi giocatori ed è molto difficile ripetere la stessa cosa in squadre diverse. E non farò dello Shakhtar il Sassuolo, perché ci sono giocatori diversi, culture diverse, filosofie diverse, il campionato italiano e il campionato ucraino sono diversi. Certo, è difficile mantenere una filosofia di gioco, ma devi capire dove lavori e adattarti. Kaio Jorge mi piace e piace molto. Non so cosa possa avere a che fare con la Juve e con altre squadre, però mi piace molto così come Carrascal, altro giocatore dal talento incredibile»
Roberto De Zerbi ha cominciato la sua avventura nello Shakhtar

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