La Corte conti condanna un maresciallo della Finanza
Cronaca
Dovrà versare 6mila euro al Ministero dell’Economia a titolo di “danno all’immagine”

Era una “spia” dei No Tav, la Corte conti condanna un maresciallo della Finanza

Il sottufficiale è stato accusato di aver telefonato un paio di volte agli attivisti per fornire loro dettagli sulle imminenti operazioni di sgombero del maxi presidio allestito a Chiomonte

Il maresciallo della Guardia di finanza era un informatore dei No Tav. il militare, 49 anni, adesso è stato condannato dalla Corte dei conti del Piemonte a versare 6mila euro al Ministero dell’Economia a titolo di “danno all’immagine”. Il caso è stato citato oggi a Torino nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile.

IL SOTTUFFICIALE TELEFONO’ AGLI ATTIVISTI
Il sottufficiale, secondo quanto venne ricostruito, nel giugno del 2011 telefonò un paio di volte agli attivisti per fornire dettagli sulle imminenti operazioni di sgombero del maxi presidio allestito a Chiomonte, dove oggi sorge il cantiere per il tunnel preliminare per la nuova ferrovia Torino-Lione.

FU INDAGATO PER RIVELAZIONE DI SEGRETI D’UFFICIO
Fu indagato per rivelazione di segreti di ufficio e patteggiò sei mesi. Venne anche sanzionato con la perdita del grado per rimozione. Secondo i giudici della Corte, con il comportamento il maresciallo mise in pericolo il buon esito dell’operazione di ordine pubblico danneggiando l’immagine del Corpo “verso i cittadini e all’interno dell’ambiente lavorativo”.

 

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