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Cronaca
L’ALLARME

Spaventa la carenza di frutta e verdura. Caat: «Con la siccità i prezzi crescono»

La mancanza di acqua potrebbe far sparire alcune colture. Coldiretti: «Situazione drammatica»

Dopo il grano e il mais, ora la siccità incombe anche sulle colture di frutta e verdura che potrebbero presto lievitare di prezzo data la carenza di prodotto. «Nei prossimi mesi il discorso siccità potrà riflettersi sulla disponibilità di prodotto, soprattutto sulle verdure – spiega il direttore del Centro agro-alimentare di Torino (Caat), Gianluca Cornelio Meglio -. E con il rischio di drastica riduzione della produzione i prezzi aumenteranno secondo la legge della domanda e dell’offerta». I prodotti più a rischio? «Quelli che hanno bisogno di più acqua, come le insalate e le produzioni più delicate – spiega Meglio -, è molto probabile infatti che se continua a non piovere le tipologie di produzione verranno convertite in colture che richiedono meno irrigazione, ad esempio un campo di pomodori potrebbe diventare una piantagione di patate». L’allarme arriva anche da Coldiretti Piemonte e riguarda questa volta la frutta e gli allevamenti. «La situazione è drammatica – sottolinea il direttore commerciale Coldiretti, Franco Ramello -. Si sta bagnando la frutta ma è richiesta una grande quantità di acqua che non c’è, e i problemi riguardano un po’ tutti i frutteti presenti qui, dalle pesche ai kiwi. Si sta già abbandonando dei prati per mancanza di acqua ma in questo modo manca l’approvvigionamento per gli allevamenti sia in pianura sia in montagna. C’è foraggio soltanto per altri 15 giorni e poi saranno problemi». A questi guai si aggiunge la secchezza dei campi di cereali che è già una triste realtà. «La produzione del grano a causa della siccità è già calata del 30% e siamo solo all’inizio delle trebbiature, con la guerra in Ucraina poi si può importare molto meno prodotto – spiega Ramello -. Anche i campi di mais e le risaie stanno seccando rapidamente a causa delle temperature molto alte che in genere si verificano verso fine agosto». Colpa del cambiamento climatico, anche se già in passato si era verificata una situazione simile. «Nel 2003 c’era un clima simile, ma c’erano le riserve idriche – ricorda il responsabile di Coldiretti -, adesso invece dai pozzi si tira solo più su aria e sabbia».

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