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IVREA

Sparito il profugo condannato

Cinque mesi per aggressione ma nel frattempo si è dato alla macchia

«Prima ha minacciato di dare fuoco al centro poi mi ha aggredita proibendomi di uscire dall’ufficio, fino all’intervento di altri ospiti che lo hanno bloccato e consegnato alla polizia». Un richiedente asilo della Guinea Equatoriale è stato condannato a cinque mesi per aver aggredito una mediatrice culturale nell’hotel Eden di Ivrea ma nel frattempo l’uomo si è dato alla macchia.

Il processo si è concluso ieri al tribunale di Ivrea. Sul banco degli imputati Konde Mousa, 23 anni proveniente dalla Guinea Equatoriale, difeso dall’avvocato Daniela Del Vecchio, accusato di violenza privata e lesioni. I fatti risalgono al 6 maggio 2016. È stata la mediatrice culturale, una 53enne del Mozambico, sentita come teste a raccontare cosa accadde quel pomeriggio. «Mousa aveva già creato più volte problemi, aveva avuto un incidente e pretendeva di avere un risarcimento, tanto che gli avevamo trovato un avvocato. Siccome non aveva ancora ricevuto i soldi mi accusava di non aiutarlo. Piombò nel mio ufficio urlando, dicendo che avrebbe comprato della benzina per dare fuoco all’albergo. Io ero spaventata volevo uscire ma lui non mi faceva passare. Intervennero altri e riuscii ad arrivare quasi all’ingresso dell’hotel quando lui mi si parò di nuovo davanti bloccandomi. A quel punto mi afferrò violentemente per le mani buttandomi contro un muro». L’imputato al momento è irreperibile e irregolare sul territorio italiano.

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