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Cronaca
PIAZZA STATUTO

Sotto i portici la petizione anti clochard: «Risse e urla, devono andarsene subito»

Ieri mattina l’ennesimo intervento della polizia per allontanare due senzatetto ubriachi
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Risse, urla e sputi ai passanti. È allarme senzatetto in piazza Statuto e i commercianti lanciano una raccolta firme per cacciare: «i clochard molesti». Nella tarda mattinata di ieri otto agenti della polizia sono intervenuti sotto i portici al civico 14 per allontanare due senzatetto ubriachi che dormivano davanti alle serrande chiuse dell’Enodolceria. Uno dei due si è dileguato, il secondo invece ha aspettato che i poliziotti se ne andassero ed è tornato nel suo giaciglio. Un film già visto lo scorso venerdì quando un gruppo di clochard dimoranti davanti all’Unicredit, all’arrivo delle forze dell’ordine, si è trasferito nell’aiuola a pochi metri di distanza. Davanti alla banca sono stati installati dei panettoni ma la situazione nella piazza è sempre più fuori controllo. A segnalare il problema è Michele Checa, presidente dell’associazione Libertà di parola per il cittadino che ieri ha effettuato un sopralluogo sull’area: «Ringraziamo le forze dell’ordine, ma è quanto mai necessario un intervento di vigili e Amiat». Dello stesso avviso anche i commercianti e i residenti della zona che stanno organizzando una raccolta firme.

«Chiediamo un presidio fisso della municipale, queste persone sono violente» spiega Roberto Gabriele, titolare della cremeria Alice. «Importunano le ragazze» sottolinea Massimo, un residente. Giorgia è una delle “vittime” che ogni mattina passa da piazza Statuto per andare a lavorare in un bar di via Garibaldi: «Mi fanno paura, ogni volta che li incrocio mi fischiano dietro e sputano, sono sempre ubriachi fradici». «È ora di dire basta a questo degrado. Bisogna poter tornare a lavorare in tranquillità» dichiara Barbara Cottone, presidente dei commercianti di piazza Statuto e promotrice della petizione. Sul tema anche il segretario del comitato Torino Bcps: «Tutti i giorni residenti e commercianti sono costretti a gettare litri di ammoniaca per eliminare il forte odore di urina sotto i portici. In cinque anni l’amministrazione non ha saputo affrontare questa problematica».

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