Il reparto di rianimazione
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L’INTERVISTA

Sospetto tetano, il papà della bimba: «Ora è stabile, non siamo no vax»

La piccola è in rianimazione all’Infantile. La prognosi è ancora riservata

La risposta più bella non ha bisogno di parole, è lo sguardo sereno di una bambina che ha ritrovato il sorriso. Le polemiche sulle vaccinazioni non si placano, gli scontri tra favorevoli e contrari neppure. Ma oggi conta un’altra cosa: la piccola paziente del Regina Margherita, ricoverata sabato in Rianimazione per un sospetto caso di tetano, ha riaperto gli occhi e superato il momento critico. Si guarda attorno, cerca con insistenza la mamma e il papà, comunica a suo modo con loro. I medici provano intanto a capire cosa le sia accaduto, cosa possa nascondersi dietro quel malore improvviso, anomalo, misterioso. «Desidero solo che mia figlia stia bene, adesso per me e per mia moglie conta solo questo», spiega il padre della bimba, che per tutelare la propria riservatezza e per impedire ulteriori strumentalizzazioni ha deciso di rivolgersi agli avvocati Renato Ambrosio e Sara Commodo, dello studio legale torinese “Ambrosio& Commodo“.

Come sta adesso sua figlia?

«È stabile, vigile, serena. Ha gli occhi aperti e interagisce con noi. La prognosi è ancora riservata, ma il peggio è probabilmente alle spalle. Mia figlia sembra essere tornata la bambina di sempre, ha un comportamento assolutamente normale. Voglio ringraziare i medici che si stanno prendendo cura di lei».

Vostra figlia non è vaccinata, e per questo lei e sua moglie siete finiti al centro di feroci polemiche: come avete vissuto il bombardamento mediatico di questi giorni?

«Abbiamo avuto paura che qualcuno tentasse di strumentalizzare la vicenda. Riteniamo che affrontare in questo modo temi così delicati, non aiuti e non tuteli tutti quei cittadini che hanno fatto scelte difficili come la nostra. Siamo spaventati dalla manipolazione delle notizie da parte dei giornali».

Perché non avete vaccinato vostra figlia e il suo fratellino?

«Non siamo “No Vax”, non siamo attivisti. Su questo tema abbiamo semplicemente preso una decisione dopo aver fatto tutta una serie di ragionamenti. Noi crediamo nella scienza, è per questo che oggi siamo qui in ospedale. Ma riteniamo anche che non vi sia una corretta informazione sui vaccini. Sette anni e mezzo fa, quando nostra figlia è nata, io e mia moglie abbiamo deciso di informarci su questo tema, soprattutto sugli effetti collaterali dei farmaci. Ci siamo fatti un’idea e abbiamo preso una decisione».

Quali sintomi aveva la bambina quando vi siete rivolti al Regina Margherita?

«Non stava bene e siamo andati subito in ospedale. Aveva difficoltà a deglutire, non era lei, era strana. Ma non aveva la febbre. Ripeto, noi non siamo contro la scienza e non siamo contro le cure: in ospedale ci andiamo se ci sono problemi. È quello che abbiamo fatto sabato».

Perché vi hanno parlato di tetano?

«I medici avevano quel sospetto e noi abbiamo preso atto delle loro sensazioni. Forse hanno saputo che la bambina non era vaccinata e allora hanno ipotizzato che si trattasse di un’infezione di quel tipo. La piccola, comunque, non aveva ferite. Tutte le analisi sono risultate finora negative e lei ora sta bene, sta meglio. E non ha mai avuto convulsioni, come ha scritto invece qualcuno».

Come vivete questo momento?

«C’è sempre un’enorme preoccupazione per gli esami che dobbiamo ancora affrontare, temiamo che i dottori possano scoprire qualcosa di negativo. Per ora, fortunatamente, tutto è andato bene. I medici ipotizzano ancora che possa trattarsi di tetano, ma non hanno certezze al riguardo. Potrebbe anche essere altro. Lo scopriremo presto, spero».

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