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Cronaca
IL GRANDE CAOS

Sospeso AstraZeneca: fermate 104mila dosi e 15mila prenotazioni

La Regione rivendica la decisione anticipata domenica: «Abbiamo agito con la massima cautela per i cittadini»

Quando è arrivato, per la seconda volta in due giorni, lo stop alle iniezioni con AstraZeneca sul personale della scuola e le forze dell’ordine, il totale delle dosi inoculate nei centri vaccinali si era appena fermato poco oltre 67mila. Per altre quarantotto ore e in via precauzionale – salvo un contrordine dall’Aifa – la campagna con questo farmaco sarà sospesa in tutta Italia e per quelle categorie a cui non potranno essere somministrati Pfizer o Moderna. Nei congelatori del Piemonte restano fermi 104mila vaccini. Si andrà avanti, insomma, con gli ultraottantenni e con la profilassi dei primi 6mila disabili ospitati nelle Rsa. Soltanto oggi circa 7mila docenti e operatori scolastici avrebbero dovuto ricevere una prima dose. Altrettanti sarebbero quelli prenotati per domani, a scanso delle disdette cominciate ad arrivare a partire da domenica: poco meno di 15mila persone.

Un’altra battuta d’arresto

La Regione, dopo che già venerdì era stata fermata la somministrazione di circa 17mila dosi afferenti a un primo lotto AstraZeneca, aveva anticipato di ventiquattro ore la decisione presa dall’Aifa solo lunedì pomeriggio, facendo però subito un passo indietro e limitandosi, anche in questo caso, a un’unica partita di farmaci. Quella da cui era stata presa la dose inoculata al docente morto a Biella poche ore dopo l’iniezione, poi, sequestrata dai Nas. Una scelta che, oggi, la Regione fa propria e rivendica anche con orgoglio, ma l’Agenzia e anche il ministero della Salute non avrebbero appreso di buon grado, interpretandola come uno slancio del tutto autonomo, prima che il premier Draghi e il ministro Speranza si confrontassero e potessero condividerla con Francia, Germania e Spagna. Prima ancora a fermarsi erano state Danimarca, Norvegia, Irlanda e Olanda. «La decisione dell’Aifa di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca a livello nazionale dimostra la lungimiranza del Piemonte, che ieri ha saputo agire con la massima cautela per la sicurezza dei propri cittadini» hanno ribadito il governatore Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, secondo cui questa sarebbe «la prova che nella nostra Regione la campagna vaccinale è monitorata costantemente giorno per giorno». L’attesa sarà per tutti la stessa. In Italia e in Europa dato che a pronunciarsi dovrà essere l’Ema. Poi sarà il Governo a dare il via libera alla ripartenza. «Non è una buona notizia per l’Italia, speriamo che questo momento possa essere superato al più presto»

Un calendario da riscrivere

«La campagna vaccinale deve poter ripartire in sicurezza e con fiducia» sottolineano Cirio e Icardi, senza entrare nel merito di un piano che dovrà per forza essere rimodulato. In Piemonte sono circa 172.300 le dosi AstraZeneca ad oggi destinate da Roma, a fronte di un totale che con Pfizer e Moderna arriva a 709mila dosi disponibili dallo scorso dicembre. Altre ne dovrebbero arrivare a breve, dal momento che sono circa 7,5 milioni quelle attese entro fine marzo in Italia. Di queste, circa 2,9 milioni marchiate AstraZeneca, altre 3,8 milioni Pfizer e meno di 900mila Moderna. Senza AstraZeneca il totale scenderebbe a 4,6 milioni. In mattinata, nonostante un piccolo problema di manutenzione al sistema informatico, sono partite le prenotazioni per la campagna di vaccinazione sulla popolazione tra 70 e 79 anni. Le richieste nella prima giornata di adesione sono state oltre 69mila, oltre alle 10.500 per la popolazione considerata estremamente vulnerabile e i disabili gravi. Circa 2.200 quelle di badanti, assistenti e conviventi. Ieri sono state 9.569 le persone vaccinate in Piemonte e di questi 5.332 ultraottantenni. Dallo scorso dicembre il totale arriva 583.392 dosi iniettate e 173.764 i richiami. Ad oggi è stato utilizzato l’82,3% dei vaccini ricevuti complessivamente in Piemonte.

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