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LA STORIA

Sordo, cieco e muto per un batterio. Raccolta fondi per il piccolo Daniele

L’evento con apericena è organizzato per questa sera dall’associazione Anglat

Non vede né può parlare, ma la mamma e il papà non hanno mai smesso di battersi affinché la sua vita, un giorno, possa finalmente migliorare. Daniele, cinque anni, terzogenito di una famiglia numerosa con le sue tre sorelle, abita a Grugliasco e frequenta l’asilo. Nato prematuro al Sant’Anna e operato per un volvolo intestinale, a causa di un batterio contratto in ospedale ha perso la vista, l’udito e la parola, oltre al 90% del suo intestino. Finora ha subìto nove interventi, di cui sei avvenuti nei primi nove mesi di vita. E oggi, il piccolo Daniele vive in una sorta di “limbo”, soffre di crisi epilettiche e per nutrirsi non può fare altro che ricorrere all’alimentazione per via endovenosa. Un’esistenza segnata, che mamma Rossella racconta così. «Daniele ha bisogno di un’assistenza continua, per tutto il giorno. In famiglia lavora solo mio marito, mentre io avevo un impiego ma ho dovuto licenziarmi per stare vicino a Daniele e solo dopo una lunga battaglia abbiamo ottenuto per lui delle condizioni migliori». Vale a dire dieci ore settimanali al mattino con un’infermiera professionale e altrettante al pomeriggio insieme a un’operatrice socio-sanitaria. In quest’ottica, un grande contributo è arrivato dall’Anglat, associazione che tutela il diritto alla mobilità delle persone disabili e che questa sera organizza un evento proprio per sostenere le cure di Daniele. Un apericena che si terrà al termine di una conferenza su Gabriele d’Annunzio – inizio alle ore 19.30 – in via Maria Adelaide 2, presso il convitto della Consolata. «Tutto il ricavato della serata andrà a sostenere le cure del bambino», spiega Marco Ranaldo, coordinatore regionale di Anglat Torino. Un caso, quello di Daniele, che è stato anche al centro di una battaglia legale poi persa dai genitori, i quali non hanno mai ottenuto un risarcimento danni dopo quanto accaduto al figlio. La vicenda potrebbe riaprirsi anche grazie ad Anglat, che ha portato il caso di Daniele all’attenzione dell’assessore regionale ai Diritti civili, Roberto Rosso. «La sua situazione – ha commentato l’assessore ci fa capire che servono procedure socio-sanitarie che contemplino anche casi gravi. I protocolli di oggi, invece, non comprendono né l’impiego di personale infermieristico-pediatrico a domicilio, né fondi sufficienti per aiutare le famiglie numerose, come quella di Daniele, a far fronte a costose spese di cure e assistenza specializzata».

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