Lorenzo Sonego (foto depositphotos)
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Sonego apre, il doppio chiude: l’Italia è in semifinale di Davis

A Malaga è stata fondamentale la vittoria del 26enne torinese contro Tiafoe

L’Italia è in semifinale di Coppa Davis. Ieri al Palacio de Deportes Martin Catpena di Malaga ha battuto per 2-1 i favoriti Stati Uniti e domani affronterà il Canada. Eroe di giornata in singolare è stato Lorenzo Sonego (n. 45 del ranking), che ha aperto la sfida superando per 6-3, 7-6 Frances Tiafoe (n. 19). Dopo la sconfitta per 7-6, 6-3 di Lorenzo Musetti contro Taylor Fritz, in doppio Simone Bolelli e Fabio Fognini hanno completato l’opera, per 6-4, 6-4 su Tommy Paul e Jack Sock. Il 27enne torinese nel primo set, sostenuto da ottime percentuali al servizio, ha effettuato il break nel sesto game e lo ha conservato, annullando un’opportunità al 24enne del Maryland per recuperare. Nel secondo parziale Sonny è stato bravo a cancellare una palla break nel sesto gioco e, dopo non essere riuscito nel settimo a concretizzare una chance di andare a segno in risposta, ha neutralizzato sul 5-6 due set-point. Nel tiebreak i primi due match-point (6-4) sono sfumati, come anche il terzo set-point dell’americano. Con il 18° ace l’allievo del maestro Gipo Arbino si è procurato il punto dell’8-7 e un rovescio imprendibile ha messo il punto esclamativo sulla sua migliore prestazione in Davis. «È stato incredibile – ha commentato Sonego – giocare in questa atmosfera, con tanti italiani a supportarmi. Mi piace andare in campo per il mio Paese. In Davis le emozioni sono forti, questa è sicuramente fra le partite più belle che ho disputato. Mi aspettavo che sarebbe stato difficile, ma ero concentrato su me stesso e su cosa fare. Non ho mai pensato al risultato e a cosa sarebbe successo dopo, fino all’ultimo punto. Emotivamente mi ricordava il clima che c’è a Roma, avere un tifo così caldo a spingerti aiuta sicuramente». Tiafoe aveva il pronostico dalla sua parte: «È un gran giocatore, nei primi 20 al mondo, ma in Davis è sempre una cosa diversa, i valori tendono a livellarsi. Tatticamente penso di essere stato molto aggressivo. Ho servito molto bene, anche sui break-point e sui set-point. Credo che questa sia stata la chiave. L’incontro di Parigi-Bercy (perso per 6-4, 6-4, ndr) è stato utile, ho capito che dovevo essere più incisivo al servizio, ho rischiato di più ed è andata bene».

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