Nucleare
Cronaca
Tra i cittadini vince il sì all’energia atomica

VOTA ANCHE TU. Sondaggio nucleare: tre torinesi su quattro lo rivogliono in Italia

I favorevoli vedono l’uranio come unica via contro i rincari dell’energia: «Siamo stufi di pagare Mosca»

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Nucleare ? Nucleare no? In Parlamento in questi giorni non si parla d’altro, a fronte del caro energia che sta diventando insostenibile con la guerra in Ucraina. L’asse Salvini-Calenda è a favore del rilancio delle centrali nucleari in Italia. E anche la maggioranza dei torinesi interpellati a riguardo ritiene che tale proposta abbia un fondamento. Dal nostro sondaggio sul campo emerge infatti che ben tre cittadini su quattro sono favorevoli alla produzione di energia atomica in Italia, nonostante i possibili rischi e il referendum abrogativo del 1987 che ha di fatto escluso il nostro paese dal sostentamento tramite l’uranio, dopo il disastro di Cernobyl avvenuto il 26 aprile del 1986. Ora però i tempi sembrano essere cambiati. «Non abbiamo più soldi per pagare la luce e il gas, non posso che essere favorevole allo sviluppo del nucleare in Italia» sottolinea Enzo. «Le bollette sono troppo care – attacca Domenico -, ora il nucleare è più sicuro rispetto agli anni Ottanta, quindi sono favorevole». Anche Paolo è d’accordo: «Da Chernobyl in poi non è più successo nulla, quindi sì, riapriamo le centrali nucleari qui». Favorevole ma non senza polemiche è anche Antimo: «Eravamo i migliori sul nucleare e abbiamo perso tempo inutilmente, ma meglio tardi che mai». Segue a ruota Arturo: «Avremmo dovuto puntare sul nucleare 35 anni fa, siamo in ritardo ma è indispensabile recuperare data la situazione». Anche Stefano è assolutamente per il sì: «Adesso il nucleare è sicuro, il nucleo delle centrali è in idrogeno, è un’energia pulita, costa poco e risolverebbe tutti i problemi». Guido analizza la situazione economica e geopolitica: «Sono favorevole, non ha senso comprare l’energia dalla Francia e siamo stufi di dover essere sul libro paga di Mosca».

Aldo ha qualche indugio in più: «Io sono favorevole, a patto però che sia sicuro». C’è poi chi pensa ad altre soluzioni per superare i rincari imposti dalla Russia. Come Gian: «Le altre vie sono complicate quindi sono per il sì. Ma che rabbia avere il petrolio nel mare Adriatico e non poterlo utilizzare».

I giovani si esprimono poco, forse perché non hanno vissuto il referendum. Qualcuno però ha le idee molto chiare, come Andrea, studente di Ingegneria al Politecnico: «Dagli studi risulta che l’impatto ambientale del nucleare sia più basso rispetto alle rinnovabili, l’estrazione dell’uranio è più sostenibile rispetto ai pannelli solari che costano cari e richiedono un maggiore sfruttamento del territorio. Inoltre gli standard attuali garantiscono un alto livello di sicurezza». Ilaria ha soltanto 14 anni e ha seguito delle lezioni sul nucleare alle scuole medie: «Sono contraria, è troppo pericoloso». Certo non manca chi non è per nulla d’accordo: «Sono contrario al nucleare – dice senza indugio Daniele -, anche le centrali di ultima generazione non garantiscono la sicurezza al 100%». Per Francesco «un paese come l’Italia non è pronto a ospitare centrali nucleari – dice con un po’ di rammarico -, sono però favorevole a incentivare la ricerca sul nucleare sicuro in vista del futuro». Conclude un po’ titubante Giovanna: «Abbiamo le centrali dietro l’angolo, ma è pur vero che bisogna smaltire le scorie. Per me non siamo ancora pronti».

 

 

 

 

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