movida
Il Borghese

Soluzioni a tavolino

Mi aspettavo che prima o poi arrivasse anche la proposta di “trasferire” la movida nelle arcate dell’ex Moi. Perché ormai, per quanto detestata, criticata, la movida è diventata una sorta di panacea per ogni zona degradata. Alle arcate, poi, sono falliti praticamente tutti i tentativi di dare vita a un complesso che testimonia il naufragio di certe ambizioni post olimpiche più ancora delle palazzine lasciate colpevolmente vuote e successivamente occupate dai profughi. E’ vero che portare vita e animazione in periferie, o in zone disagiate, è un’arma eccezionale contro la criminalità e il degrado, ma non si può creare un “divertimentificio” a tavolino. Il Quadrilatero ha una storia diversa, è stato detto tante volte, diversi erano gli obiettivi stessi del piano di riqualificazione. San Salvario, per eccesso di entusiasmo, e Vanchiglia hanno invece pagato il prezzo di una malamovida figlia di approssimazione e scarsi controlli. Poi si è già sentito di idee per una movida sul lungo Po orfano dei Murazzi, però sulla sponda opposta. E ogni tanto ci si immagina quartieri di studenti per rianimare interi rioni. Non si vuole essere pessimisti, ma la “soluzione movida”, per quanto buona nelle intenzioni, mi suona un po’ come quando, per un’area in crisi, si pensa di risolvere tutto consentendo l’apertura di un altro supermercato. Necessario, perché no? Ma non certo sufficiente, da solo.

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